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INFORMAZIONI E SEGNALAZIONI
Rapporti tra sequestro
preventivo preordinato
alla confisca tributaria e
Sottotenente procedura fallimentare
Alessandro Caruso (*)
La pronuncia della Corte di Cassazione Penale a Sezioni Unite n. 40797
del 6 ottobre 2023, offre l’occasione per una puntuale riflessione su alcuni isti-
tuti dell’ordinamento che, pur appartenendo a rami diversi, s’intrecciano vicen-
devolmente in alcune fattispecie concrete, rendendo spesso complessa la riso-
luzione del caso, in termini di priorità logica e giuridica di un istituto rispetto
agli altri.
Il caso concreto, da cui origina la pronuncia de qua, vede il curatore falli-
mentare del fallimento di una società di persone chiedere al Tribunale del
Riesame la revoca del sequestro di alcuni beni intestati ad un socio della s.n.c. ,
(1)
disposto dal Giudice delle Indagini Preliminari nell’ambito di un procedimento
penale contro i soci per il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle
imposte, delitto tributario di cui all’art. 11 del d.lgs. n. 74 del 2000. Il Tribunale
del Riesame rigetta con ordinanza l’appello proposto, contro la quale la curatela
del fallimento propone ricorso per Cassazione, affidato alla Terza Sezione, che
adisce le Sezioni Unite per contrasto interpretativo.
Si rammenta, preliminarmente, che in tema di delitti tributari, ai sensi del-
l’art.12-bis del d.lgs. n. 74/2000, è prevista la confisca obbligatoria, nella duplice
forma diretta o per equivalente, del prezzo o profitto del delitto tributario .
(2)
a
(*) Addetto alla 3 Sez. del II Reparto Investigativo del R.O.S.
(1) Si ricorda, per mero eccesso di zelo, che il fallimento di una società di persone colpisce anche
i singoli soci, illimitatamente e solidalmente responsabili, in virtù della mancata separazione del
patrimonio sociale dal patrimonio dei singoli soci, come avviene invece nelle società di capitali.
(2) Per la particolare natura dei delitti tributari, rispetto ai quali si configura, nella maggior parte
delle ipotesi, un risparmio di spesa, piuttosto che un’entrata patrimoniale, il prodotto del
reato, quale cosa materiale ottenuta mediante il delitto, resta assorbito nei confini del profitto,
come vantaggio economico diretto e immediato ottenuto dalla commissione dell’illecito (cfr.
Cass. Pen. n. 21820/2022).
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