Page 72 - Rassegna 2023-1
P. 72

DOTTRINA




             devono essere provati dal Pubblico Ministero, non sussistendo una vera e propria inversione
             dell’onere della prova; sull’interessato grava invece un mero onere di allegazione, volto a smen-
             tire l’imposizione accusatoria”. Tuttavia, non può non rilevarsi che, mentre nel siste-
             ma penale il mancato assolvimento dell’onere probatorio conduce, nel dubbio,
             ad un’assoluzione ex art. 530 c.p.p., in questo caso l’insufficiente allegazione del
             soggetto comporta l’applicazione della misura a suo carico. Il tutto aggravato
             dall’ulteriore  deroga  ai  principi  penalistici,  di  personalità  della  responsabilità
             penale in primis: le misure di prevenzione patrimoniali, colpendo i beni e non
             le persone, si ripercuotono anche sugli eredi, per i quali assolvere all’onere di
             allegazione è certamente ancora più complesso. Certo, potrebbe osservarsi che
             in  tema  di  misure  di  prevenzione  patrimoniali  non  vi  è  un  accertamento  di
             responsabilità penale, che non debba trasmettersi agli eredi. Tuttavia, anche la
             sanzione amministrativa, di natura pecuniaria, è intrasmissibile. Ragion per cui
             anche questo peculiare aspetto induce ad un’attenta riflessione.


             5.  Conclusioni
                  Col contributo fornito si è voluto esaminare, nella sua interezza, il feno-
             meno mafioso radicato sul territorio foggiano, rendendo così ancora più visibile
             una mafia rimasta silente per lungo tempo. La genesi, l’analisi socio-giuridica
             del fenomeno e le misure adottate rappresentano il quadro complessivo dell’as-
             sociazione mafiosa denominata “società foggiana”.
                  L’organizzazione  criminale,  nata  dalle  ceneri  della  Nco  e  della  “nuova
             famiglia”, è riuscita a strutturarsi in maniera unitaria - seppure su basi federative
             - stringendo solide alleanze con altre consorterie mafiose (tra le quali la ‘ndran-
             gheta) ed instaurando “rapporti commerciali” con le cosiddette Mafie balcani-
             che. L’attività di prevenzione rappresenta, in primis, la risposta che lo Stato pone
             al  contrasto  al  fenomeno  foggiano.  Il  corretto  e  trasparente  funzionamento
             della pubblica amministrazione (che passa attraverso il continuo e costante con-
             trollo finalizzato a prevenire le infiltrazioni mafiose), l’attività di monitoraggio
             sulle aziende, sull’impiego della mano d’opera e sul ciclo dei rifiuti rappresenta-
             no una parte importante che si contrappone al proliferare delle attività illecite e
             di conseguenza all’accumulo di patrimoni.
                  L’obiettivo è quello di privare la “società foggiana” di spazi socio econo-
             mici in cui potersi incuneare, incentivando il funzionamento e la crescita delle
             associazioni culturali sul territorio per rendere più difficoltoso l’arruolamento
             di giovani alla causa mafiosa ed attraverso le misure di prevenzione patrimonia-
             le per aggredire i patrimoni illecitamente accumulati.


             70
   67   68   69   70   71   72   73   74   75   76   77