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DOTTRINA
La microcriminalità ha un’azione limitata nel tempo e nello spazio, in quanto
attuata da individui isolati che agiscono per motivi accidentali e spesso improv-
visi.
La mafia, infine, è un’associazione criminale, una realtà storica, un codice
culturale, una struttura di potere che interagisce con il sistema legale considera-
to nella molteplicità delle sue articolazioni.
Minori e criminalità organizzata
Nell’ultimo decennio l’appartenenza alle associazioni mafiose si è ampliata
con l’apprendistato a favore dei minori. Lirio Abbate su l’Espresso scrive:
“Minorenni arruolati sempre più spesso dai padrini di Gela, del Nisseno, di
Secondigliano e del Gargano. Finora i clan li avevano relegati a compiti secondari:
postini della droga e vedette dei covi. Negli ultimi anni invece stanno diventando
bambini soldato: hanno la pistola, rapinano, incassano il pizzo, difendono il ter-
ritorio. E sono pronti ad uccidere ”. È cresciuto l’allarme sociale nato in meri-
(5)
to a episodi delittuosi commessi da minorenni e in particolare al loro coinvol-
gimento in attività criminali tipiche delle organizzazioni mafiose.
Coinvolgimento che si è costruito facendo anche riferimento a quegli elementi
che caratterizzano la fisionomia della criminalità minorile:
aumento delle denunce per minori di quattordici anni;
cambiamento nella “qualità” dei reati commessi;
aumento del coinvolgimento dei minori in attività illecite tipicamente
mafiose.
Di ragazzi e criminalità si parla molto, anche i mass-media contribuiscono a
denunciare il crescente aumento, negli ultimi anni, di episodi delittuosi com-
messi da minorenni ed in particolare il loro coinvolgimento in attività criminali
tipiche delle organizzazioni mafiose .
(6)
In riferimento a quest’ultimo punto ci si chiede quali siano i motivi che
spingono tali associazioni ad arruolare nuove leve di giovanissima età. Prima di
rispondere a tale quesito è opportuno domandarsi su quali tipologie di minori
puntano tali associazioni.
La scelta verte su giovani intelligenti, intraprendenti, coraggiosi, alla ricerca
di una precisa identità. Ed è proprio “di fronte ad una società che emargina i
giovani, che tende a tenerli il più a lungo possibile in aree di parcheggio ai mar-
(5) L. ABBATE, Ora la mafia arruola i ragazzini, in l’Espresso, 24 aprile 2013.
(6) Per una distinzione tra disagio minorile e devianza, quest’ultima a sua volta distinguibile in
comportamenti non penalmente rilevanti (antisociali) ovvero penalmente rilevanti, v. G.M.
NANNA, Minori e criminalità organizzata, ed. Capucci, Bari, 2016, pagg. 13 e ss.
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