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L’AUTOPSIA PSICOLOGICA
6. L’autopsia psicologica nei casi di morti accidentali
L’autopsia psicologica nelle morti accidentali serve anche in questo caso a
effettuare una ‘diagnosi’ differenziale tra omicidio, suicidio e disgrazia. Ad esem-
pio può riguardare quegli incidenti che si potrebbe scoprire essere stati in realtà
suicidi che i familiari vogliono nascondere, vuoi per ragioni assicurative vuoi per
malintesa protezione dell’immagine del defunto, vuoi, infine, per non vedersi
rimproverare la negligenza nei confronti del suicida e delle sue condizioni.
Non solo ma ci sono anche gli incidenti stradali. In caso di incidenti stra-
dali, la vittima potrebbe aver avuto un ruolo determinante, per la sua incuria,
per la situazione mentale, per una condizione di intossicazione da sostanze o
per l’uso di farmaci. O, magari ancora, perché in realtà si è “buttata” sotto un
mezzo con intento autosoppressivo. Taluni incidenti, insomma, possono essere
suicidi mascherati e compito di colui che utilizza la autopsia psicologica è dipa-
nare ciò che ci sta dietro l’evento morte.
Nella raccolta anamnestica va posta attenzione agli eventuali comporta-
menti autodistruttivi, più o meno inconsci, o chiedersi se e come mai il sistema
psichico di difesa è stato latitante. Dipendenza da sostanze o stili di vita incauti
costituiscono quello che è stato definito un “suicidio cronico”.
7. L’autopsia psicologica: uno strumento utile per la ricerca di persone
scomparse?
Secondo la XXIV Relazione annuale (1° gennaio 2020 - 31 dicembre 2020),
le denunce di scomparsa registrate dalle Forze dell’ordine, dal 1° gennaio 1974
fino al 31 dicembre 2020, sono 258.552.
Di queste, 62.842 risultano ancora da ritrovare.
Per lo Stato un esercito di invisibili, per una famiglia un’assenza incerta
senza confine.
Affrontare il complesso e delicato tema degli “scomparsi” vuol dire inda-
gare le dimensioni emotive e sociali di un fenomeno che coinvolge diverse disci-
pline: dal quadro normativo di un Paese alla sociologia e dalla criminologia alla
psicologia. Quando si intraprende la ricerca di una persona scomparsa, molto
spesso, le ipotesi si accavallano e, in assenza di un’adeguata preparazione pro-
fessionale, che comprenda metodologia e tecnica, si rischia di perdere del tempo
prezioso. In tale ambito, il ruolo dello psicologo specializzato nelle prime ore
della scomparsa è di fondamentale importanza. In primo luogo serve ad inter-
cettare i bisogni psicologici dei familiari dello scomparso e fornire un immediato
sostegno.
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