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L’AUTOPSIA PSICOLOGICA
6. la Forma delle lettere: definisce la vera espressione dell’individualità di chi
scrive;
7. la Velocità del gesto grafico, registra il ritmo di attività;
8. la Pressione, delinea il grado di vitalità e di energia psicofisica .
(50)
Lo studioso francese rigetta la teoria della “fissità dei segni” e pone al cen-
tro il concetto della “risultante da combinazione di segni”, ovvero l’importanza
del segno nel contesto grafico nel quale si trova. L’interpretazione del segno
grafico, quindi, non va mai esaminata singolarmente ma va considerata nel
complesso.
Al riguardo afferma: «Non esistono segni specifici indipendenti. Esistono
solo segni generali le cui modalità sono diverse. Il senso di una modalità di segni
generali si precisa collegandola alla sua radice e adattandone il significato alle
condizioni dell’ambiente nel quale la modalità compare ».
(51)
L’impiego della grafologia criminalistica nel contesto dell’autopsia psico-
logica non ha l’ambizione di intercettare con certezza quelli che possono essere
i segni premonitori di un possibile gesto suicida o di una personalità criminale,
ma di rilevare quelli che sono i tratti distintivi della personalità e di evidenziare
quei fattori, che possono aver influito in qualche modo sulla realizzazione di
quanto accaduto.
(50) CREPIEUX J.J., trad. it., Il carattere dalla scrittura, QuattroVenti, Urbino, 1985; MANETTI E.
Grafologia Forense, in Anatomia del crimine in Italia. Manuale di criminologia, a cura di DE LUCA R.,
MACRÌ C., ZOLI B., Giuffrè Editore, Milano, 2013.
(51) ALOIA M., L’autopsia psicologica (Parte I), in https://www.economiaediritto.it/?print-my-blog=1&post-
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