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FLAVIO CARBONE
Palermo, 1966/1973. Il comandante della Legione di Palermo, colonnello Carlo Alberto dalla Chiesa
al termine di una cerimonia
(Fonte: Archivio privato Generale Michele Di Martino, Palermo. Raccolta fotografica)
In questo caso, egli aveva sollevato alcune questioni con l’ottica della pre-
venzione e del contrasto finalizzati al conseguimento di risultati anche nel
medio-lungo termine.
Era chiaro che riuscendo a neutralizzare una possibile minaccia futura con
l’ascesa di nuove generazioni criminali, sarebbe stato possibile far crescere
nuovi cittadini consapevoli dei propri diritti, fiduciosi di essere parte di un
Paese che non negava i fenomeni criminali; al contrario, le Istituzioni di quel
Paese avrebbero fatto di tutto per sconfiggerli. Infatti, fu egli stesso a sottoli-
neare un aspetto decisivo “l’unico conforto che è derivato a noi dell’arma è di
sapere che le vittime si sono rivolte a noi fiduciose. Questo è un lato positivo,
che occorre sottolineare, perché si è avuto fiducia negli organi dello Stato, e li
si è messi nelle condizioni di poter intervenire efficacemente, senza bisogno di
ricorrere a delazioni o a spie” .
(20)
La costruzione di uno Stato e delle sue Istituzioni in grado di garantire
quella fiducia che i cittadini vorrebbero trovare nella pubblica amministrazione
ma che invece è loro negata.
(20) Commissione parlamentare d’inchiesta, cit., pag. 758.
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