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CARLO ALBERTO DALLA CHIESA: IL MAESTRO




                    Questo l’incipit: “Il Carabiniere Generale di C. d’A. Carlo Alberto dalla
               Chiesa [nel testo] è caduto nell’adempimento del dovere, al servizio dello Stato
               quale Prefetto di Palermo. La Sua figura di Uomo, le Sue imprese di Soldato, i
               Suoi meriti di Comandante ed i Suoi successi di Tutore della legge appartengo-
               no alla storia del nostro tempo”.

































                                            Roma, 15 dicembre 1982
                Scuola Ufficiali Carabinieri, un momento della cerimonia di scoprimento del busto realizzato dallo
                            scultore Benedetto Robazza in memoria del Generale dalla Chiesa
                               (Fonte: Direzione dei Beni Storici e Documentali, fototeca 34.648)
                    Ancora  una  volta  appare  necessario  dunque  portare  all’attenzione  una
               serie  di  aspetti  significativi;  innanzitutto,  il  Comandante  Generale  lo  ricorda
               immediatamente come Carabiniere e quindi come generale.
                    È la chiave di lettura per eccellenza; dalla Chiesa fu e visse da militare
               dell’Arma la sua epoca ma seppe viverla, come testimoniato lucidamente dal
               generale Richero, con capacità niente affatto comuni alle quali associava grande
               curiosità verso i ritrovati della tecnica e, diremmo oggi, della tecnologia.
                    Un  secondo  elemento  riguarda  le  diverse  capacità  dell’individuo  dalla
               Chiesa:  non  solo  soldato  e  comandante  ma  tutore  della  legge  che  portò
               l’Arma,  in  quegli  anni  difficili,  a  scrivere  pagine  importanti  della  storia  del
               nostro Paese.


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