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CARLO ALBERTO DALLA CHIESA: IL MAESTRO
Dalla Chiesa aveva a cuore la crescita della Società e per tale motivo attri-
buiva grande attenzione ai giovani; si trattava di sostenere e consolidare le
coscienze dei cittadini, soprattutto dei più giovani.
Riuscire a conquistare “le menti e i cuori” di questi ragazzi, studenti
delle scuole superiori, che ricevette nelle caserme dell’Arma durante tutto il
suo lungo servizio in uniforme significava edificare una società sana che fosse
in grado di espungere dal proprio organismo le tossine della mafia o della
eversione.
In questo senso, sembra poter affermare che per dalla Chiesa quei ragazzi
rappresentavano il vero e reale volano necessario per un cambiamento della
società italiana.
La sua preoccupazione era forte tanto da farne un espresso richiamo
dinanzi la Commissione parlamentare Antimafia già negli anni Sessanta: “colpiti
da misure di prevenzione su nostra proposta, sono soltanto per un quinto
mafiosi, o indiziati tali; il resto sono delinquenti comuni, il resto è la delinquen-
za minorile che incalza: se non la freniamo in partenza, ci troveremo di fronte
a generazioni successive piene, colme di delinquenti della peggiore risma, qui
come in ogni parte d’Italia, mi pare” .
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Vi erano più preoccupazioni che attanagliavano il colonnello dalla Chiesa
dopo circa tre anni di servizio in Sicilia in qualità di comandante della Legione
di Palermo . Al par suo e grazie ai suoi collaboratori, dalla Chiesa chiariva ai
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rappresentanti del potere legislativo l’importanza di intervenire prontamente
sul fenomeno delinquenziale minorile che, egli riferì dinanzi ai parlamentari,
aveva avuto una forte crescita proprio in quegli anni.
Nonostante il suo intervento fosse uno degli ultimi di una lunga serie e
tanti ufficiali, compreso il Comandante Generale dell’epoca, si erano già espres-
si sulla questione, il comandante della Legione di Palermo apportò ulteriori ele-
menti di conoscenza e di analisi del fenomeno mafioso che suscitarono il vivo
interesse della commissione .
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(17) DBSD, cit., p. 761, reperibile all’indirizzo http://legislature.camera.it/_dati/leg05/lavori/stam-
pati/pdf/023_002226.pdf, consultato il 3 ottobre 2022.
(18) Dalla Chiesa fu ascoltato dalla Commissione il 28 marzo 1969.
(19) Si susseguirono il Comandante Generale, Generale di Corpo d’Armata Luigi Forlenza, che
intervenne il 5 marzo 1969, il Maggiore Giuseppe Scilipoti, comandante del Gruppo di
Trapani, il 16 marzo; toccò poi al Generale di Brigata Arrigo Pucci, comandante della Brigata
Carabinieri di Palermo e al Tenente Colonnello Salvatore Rovelli, comandante del Gruppo
Carabinieri di Palermo, il 25 marzo; il 27 marzo fu la volta del Maggiore Nicola Pavia,
comandante del Gruppo di Agrigento e, infine, il 28 marzo dalla Chiesa presentò le proprie
considerazioni fu ascoltato anche il Maggiore Pasquale Mattarelli, comandante del Gruppo
di Caltanissetta.
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