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FLAVIO CARBONE
Roma, 5 maggio 1982. Cerimonia di avvicendamento del Vice Comandante Generale,
tra i Generali di Divisione Carlo Alberto dalla Chiesa e Pietro Lorenzoni
(Fonte: Il Carabiniere, Anno XXXV, n. 5, maggio 1982)
Ebbene questo è il momento dell’umiltà. Quelle fisionomie lontane, tem-
perate dal tempo ma non dalla gratitudine, mi riportano a quando poco più che
ventenne mi affacciavo alla mia prima tenenza e schierati erano dodici tra bri-
gadieri e marescialli, tutti con il colletto bianco inamidato, i guanti calzati, la
sciabola, alcuni con gli stivaloni e, senza far pesare con molto garbo, senza inci-
dere sul mio amor proprio, mi resero consapevole della mia pochezza. Io a que-
sta generosità, a questo garbo, sono sempre riandato nel mio procedere, né mi
sono mai vergognato di attingere ai consigli e ai suggerimenti dei tali appuntati
perché anche da loro la saggezza e l’esperienza poteva essere raccolta, soprat-
tutto perché lo facevano senza chiedere nulla” .
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Senza voler ripetere quanto già scritto in queste pagine, resta la testimo-
nianza nitida e precisa dell’ufficiale. Un riconoscimento che veniva dal profon-
do del suo animo e che era onestamente rivolto a chi lo aveva aiutato, sostenuto
e consigliato durante il suo lungo periodo in uniforme nell’Arma: i suoi colla-
boratori.
Qui è chiaro il suo pensiero: con una formazione professionale così
modesta poté crescere rapidamente grazie ai suoi collaboratori, agli uomini che
aveva alle sue dipendenze e che in un’epoca così lontana dalla nostra seppero
aiutare il loro giovane superiore a muoversi nella giusta direzione. Ne fu la
prova quasi immediata la sua capacità di gestire gli avvenimenti successivi all’8
settembre.
(8) F. CARBONE, Il discorso, cit., pag. 166.
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