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FLAVIO CARBONE




                  In questo senso, il Generale Luzi ha posto l’attenzione su tre valori indi-
             viduali: responsabilità del ruolo, consapevolezza dell’autorità rivestita e coeren-
             za dell’esempio, tutti temi poi trattati in modo più puntuale . Concludendo l’in-
                                                                     (2)
             tervento, egli ha voluto “passare il testimone” ricordando proprio una frase del
             generale dalla Chiesa che pronunciò rivolgendosi agli ufficiali allievi del 160°
             corso di applicazione nell’ormai lontano 1982: “se non avessi avuto quest’ansia
             di servire la nostra Istituzione, senza riserve, vi sarebbe stato, qualche volta, un
             cedimento, una flessione. Io vi invito perciò a credere. Se crederete, state certi
             che troverete sempre intorno a voi coloro che crederanno”.
                  Dunque, anche nella riflessione del Comandante Generale, la triste ricor-
             renza del quarantesimo anniversario dell’uccisione del generale Carlo Alberto
             dalla  Chiesa,  della  moglie,  Emanuela  Setti  Carraro,  e  dell’agente  scelto
             Domenico  Russo,  avvenuta  in  via  Carini  a  Palermo  il  3  settembre  1982,  ha
             costituito l’elemento chiave del suo intervento rivolto e dedicato ai giovani uffi-
             ciali dei Carabinieri presenti nell’aula magna della Scuola Ufficiali e, in generale,
             a tutti i militari dell’Arma dei Carabinieri, di questa Arma dei Carabinieri.
                  Le pagine che seguono, dunque, presentano alcune considerazioni e rifles-
             sioni di carattere storico legate al generale .
                                                     (3)


             2.  I Maestri del suo tempo
                  Un primo elemento che si vuole considerare e mettere in relazione con la
             Scuola  Ufficiali  Carabinieri,  sede  della  Rassegna  dell’Arma,  è  la  formazione
             professionale da Carabiniere del giovane dalla Chiesa: lontana dai banchi degli
             istituti di formazione, è invece legata all’esperienza sul campo.
                  La sua vita militare iniziò con il corso allievi ufficiali di complemento a
             Spoleto per essere poi assegnato al 120° reggimento fanteria inquadrato all’in-
             terno della brigata Emilia.
                  L’unità fu dislocata in Montenegro dove egli visse l’esperienza bellica per
             dieci mesi. Consultando le carte che ripercorrono il profilo della sua vita pro-
             fessionale, si può reperire una modesta informazione ove emerge unicamente
             la frequenza del corso di abilitazione per il passaggio nell’Arma dei Carabinieri
             Reali svolto presso il gruppo Carabinieri Reali di Alessandria, nella omonima

             (2)  Si rinvia all’intervento già citato.
             (3)  Per un breve profilo della sua carriera si rinvia alla scheda biografica realizzata da Vittorio Coco per
                  il  Dizionario  Biografico  degli  Italiani e reperibile sul sito della Treccani all’indirizzo
                  http://156.54.191.164/enciclopedia/dalla-chiesa-carlo-alberto_%28Dizionario-Biografico%29/.
                  Per approfondire da ultimo Vittorio COCO, Il Generale Dalla Chiesa, il Terrorismo, la Mafia, Bari,
                  Editori Laterza, 2022.

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