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DOTTRINA




                  Il corpo della donna veniva poi rinvenuto dopo sette mesi non lontano
             dalla stazione di servizio autostradale. Gli imputati ricorrevano contro la sen-
             tenza di secondo grado rilevando che il reato contestato è reato proprio e può
             essere commesso solo da coloro che rivestano una posizione di garanzia e pro-
             tezione nei confronti del soggetto passivo, da cui derivano obblighi giuridici di
             custodia e di cura.
                  La Cassazione, nel respingerne il ricorso, ha ascritto l’obbligo di custodia
             ricollegandolo proprio alla circostanza fattuale del “contatto” tra gli agenti e la
             donna. Il ragionamento seguito dalla Corte è che nel tutelare il valore etico-
             sociale della sicurezza della persona fisica contro determinate situazioni di peri-
             colo non si pone alcun limite alla individuazione delle fonti da cui derivano
             obblighi di cura e di assistenza, desumibili da norme giuridiche, convenzioni,
             regolamenti o ordini di servizio, concludendo nel senso che “se la relazione di
             cura può scaturire solo da un dovere giuridico (detto altrimenti, il soggetto atti-
             vo «deve» avere cura del soggetto passivo), la relazione di custodia può invece
             sorgere anche da una situazione di fatto (qui il soggetto attivo «ha» la custodia
             del soggetto passivo).
                  Mentre la relazione di cura è una relazione necessariamente giuridica che
             deve scaturire da una valida fonte giuridica formale (legge o contratto) prece-
             dente all’espletamento della prestazione di assistenza, quella di custodia è una
             relazione  anche  di  fatto  purché  sia  attuale  e  effettivamente  sussistente  al
             momento dell’abbandono, senza che rilevi la fonte dalla quale essa è sorta”
             richiamando la nozione di “posizione di garanzia” che individua tra le sue fonti
             anche il cosiddetto «contatto sociale» .
                                                (10)


             10.Importanza delle procedure e rischi di paralisi operativa
                  Tutto quanto premesso implica concrete ricadute sull’attività istituzionale,
             che non possono essere ignorate, pena gravi conseguenze sotto i diversi profili
             esaminati.
                  Proviamo a tracciare alcune ipotesi: è possibile partire da fattispecie sem-
             plici, allorché un terzo subisca una lesione o, peggio, la morte in conseguenza
             dell’inosservanza di procedure che, ove applicate, avrebbero potuto prevenirla;
             si pensi agli adempimenti puntualmente disposti in materia di violenza di gene-
             re o di ricerca di persone scomparse e la loro sindacabilità, spesso oggetto di
             elevata attenzione mediatica, sotto il profilo della tempestività e adeguatezza.

             (10)  Sabato RICCARDO, L’agente di P.S. può abbandonare un incapace?, in Diritto Penale Contemporaneo,
                  n. 1/2017.

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