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L’EVOLUZIONE DELLA RESPONSABILITÀ CIVILE IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE
E LE SUE RICADUTE SULL’ATTIVITÀ DELLE FORZE ARMATE E DI POLIZIA
In questi casi si può ritenere che risalga all’Amministrazione la responsa-
bilità quando non siano state previste procedure idonee, secondo il modello di
“colpa di organizzazione” già ampiamente esaminato; che, di contro, tale
responsabilità sia ascrivibile ai diversi livelli di comando laddove le procedure
generali, seppur previste, non abbiano formato oggetto di specifica istruzione
e di ulteriore conformazione alle concrete esigenze dei reparti dipendenti; in
ultima istanza, al singolo operatore che evade le prescrizioni in materia o vi
adempie superficialmente ingenerando trascuratezza o ritardi rispetto al caso
trattato.
Allarghiamo la visuale alle responsabilità di comando, da cui siamo con-
cretamente partiti esaminando la sentenza civile sulla strage di Nassiriya: è
opportuno domandarsi se, in un prossimo futuro, di fronte a uno o più delitti
di un certo rilievo nell’ambito del medesimo territorio o del medesimo settore
specialistico di competenza (analogamente a quanto abbiamo detto per
CONSOB in relazione ai mercati finanziari) sia ipotizzabile una responsabili-
tà, facendo riferimento sia all’art. 40 c.p. sia a talune puntuali prescrizioni
derivanti da circolari ministeriali diramate, in origine, al solo fine di imple-
mentare il coordinamento delle Forze di Polizia (si pensi agli oneri in termini
di analisi e georeferenziazione della delittuosità propedeutici alla pianificazione
dei servizi e distribuzione delle risorse che, qualora sistematicamente evasi,
potrebbero richiamare, specie a fronte di più reati di consistente gravità per-
petrati nella medesima area che risulti derelitta dalle o dalla Forza di Polizia,
una concreta responsabilità dei livelli decisionali investiti, rispettivamente,
dell’una e dell’altra funzione).
Emerge dunque la necessità, soprattutto nel caso di operazioni più com-
plesse, di procedimentalizzare le attività al duplice fine di garantire l’aderenza
dell’esercizio dei poteri di polizia al principio di legalità e di adempiere alla
“responsabilità di organizzazione”, comprovando lo sviluppo del processo
decisionale.
La procedimentalizzazione è risultata, infatti, elemento imprescindibile
per valutare l’effettivo e puntuale esercizio delle competenze dirigenziali: è
evidente come nell’attività di servizio s’esprima in due direzioni, il rispetto
delle procedure cosiddette standard per le attività di routine, la cui responsa-
bilità risalirà direttamente al militare che opera il servizio, e l’approntamento
di ordini d’operazioni per le attività complesse, il cui onere risale invece ai
diversi livelli decisionali, che devono articolarne lo svolgimento organizzando
le risorse coinvolte per conseguire gli obiettivi indicati, anche in termini di
accountability.
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