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LA COSTITUZIONE HA 75 ANNI
Le tecniche decisorie si sono affinate sempre di più, le pronunce hanno
assunto un impatto politico sempre maggiore, anche nei conflitti fra poteri e
rispetto alle prime richieste di referendum abrogativo, per valutare se sottopor-
re al voto popolare temi «caldissimi» come il divorzio o l’aborto. Negli stessi
anni la Corte ha cominciato a offrire una lettura evolutiva della Costituzione,
facendone la base per la tutela e la promozione anche di nuovi diritti, non
garantiti espressamente, ma desumibili implicitamente dal sistema. È così che
ha trovato garanzia al più alto livello il diritto alla riservatezza, all’identità per-
sonale e sessuale, all’abitazione, all’ambiente, all’informazione, ma anche al
matrimonio omosessuale, alla fecondazione assistita a forme di eutanasia e
sono emersi i limiti all’ergastolo ostativo.
La Corte è diventata “para-costituente” perché chiamata ad affrontare
“situazioni inimmaginabili all’epoca in cui la norma… fu introdotta, ma portate
sotto la sua sfera applicativa dagli sviluppi della scienza medica e della tecnolo-
gia” (sono parole dell’ordinanza n. 207 del 2018 sul suicidio assistito nel noto
caso Cappato - DJ Fabo).
In questo modo ha completato e reso sempre più attuale la nostra
Costituzione, riuscendo a mediare con le nuove esigenze, anche dove non sono
arrivate le riforme costituzionali, quanto meno in tema di diritti fondamentali.
Ad ogni modo, grazie alla Costituzione la nostra Repubblica e noi cittadini
abbiamo seguito il sogno di una società più giusta e più umana, di una solida-
rietà di tutti gli uomini.
Nei prossimi anni dovremo essere ancora più pronti e più aperti, perché
il modello sociale di rispondere alle sfide del mondo digitale, in cui si affacciano
nuovi poteri globali, al di sopra e al di fuori degli stati, come oggi già sono i
giganti della rete, non a caso chiamati OTT; cioè Over The Top. Nuove sfide che
dobbiamo saper affrontare con la lungimiranza dei Costituenti.
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