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AGRO ECO AMBIENTE



                  La dottrina da tempo sottolinea come tale pratica produca un “inquina-
             mento  reiterato,  sistematico  e  dannosissimo  per  la  salute  pubblica” .
                                                                                      (1)
             Soprattutto, la combustione dei residui vegetali nel periodo di massimo rischio
             per gli incendi boschivi costituisce un serio e concreto pericolo non solo quan-
             do viene effettuato in zone boscate, ma anche nelle zone antropizzate. La pre-
             senza di sterpaglia secca, il forte caldo, giornate ventose sono fattori fortemente
             condizionanti, che possono trasformare una fiammella in un incendio deva-
             stante e incontrollabile.
                  Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 152 del 2006 l’abbruciamento di resi-
             dui  vegetali  viene  inquadrato  all’interno  della  normativa  ambientale.
             Includendo i residui vegetali nella categoria dei rifiuti, l’abbruciamento è consi-
             derato come modalità di smaltimento degli stessi - che deve essere autorizzato
             - con conseguente applicazione di una sanzione penale in caso di smaltimento
             illecito.
                  La complessità della materia è stata accentuata dai diversi interventi nor-
             mativi regionali, tesi a regolare l’abbruciamento dei residui vegetali in funzione
             di prevenzione degli incendi, prevedendo modalità e tempi tali da consentire un
             contemperamento con le diverse esigenze dei privati. Una normativa che pre-
             vede sanzioni amministrative, in caso di violazioni.
                  Vi  è,  dunque,  da  un  lato  la  normativa  ambientale  prevista  dalla  Parte
             Quarta del D.Lgs. n. 152/2006, dall’altro le singole normative regionali spesso
             tra loro diverse. L’esigenza che si pone è quella di un coordinamento tra le due
             discipline, soprattutto sul piano sanzionatorio.


             2.  La disciplina del D.Lgs. n. 152/2006 alla luce delle recenti modifiche
               apportate dal D.Lgs. n. 116/2020
                  La Parte Quarta del D.Lgs. n. 152/2006 (che detta la disciplina quadro in
             materia di rifiuti) è stata oggetto - nel corso dell’ultimo decennio - di molteplici
             modifiche tese anche ad individuare deroghe e casi specifici senza però mai
             mutare l’impostazione originaria di base, in quanto va ricordato che tutta la nor-
             mativa di settore è di derivazione Comunitaria .
                                                         (2)
                  In relazione al tema oggetto del presente elaborato, a seguire ricostruiamo
             - dunque - il quadro normativo alla luce anche delle menzionate modifiche.


             (1)  M. SANTOLOCI, V. SANTOLOCI, Tecnica di Polizia Giudiziaria Ambientale, Diritto all’Ambiente,
                  Edizioni 2012, pag. 454.
             (2)  Va tenuto presente, infatti, che la Parte Quarta del D.Lgs. n. 152 del 2006 ha dato attuazione
                  nell’ordinamento nazionale alla Direttiva 2008/98/Ce sui rifiuti.

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