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OPZIONI DI GESTIONE FORESTALE PER IL CONTRASTO
E L’ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
In realtà, nel nostro Paese le possibilità di realizzare rimboschimenti su
vasta scala sono oggi relativamente limitate, considerato che da un lato si ha
un’alta densità di popolazione (circa duecento abitanti per chilometro quadrato)
e dall’altro si assiste comunque a un accentuato avanzamento spontaneo del
bosco sui terreni abbandonati dall’agricoltura (ricolonizzazione forestale),
cosicché la creazione di nuove aree boscate potrà concentrarsi soprattutto con
riferimento agli ambiti urbani e periurbani.
Piantagioni da legno - Le piantagioni da legno sono impianti di alberi forestali
su terreni agricoli e non ricadono sotto la nozione giuridica di bosco, potendo
essere trasformate alla fine del ciclo colturale in altra qualità di coltura (a esem-
pio, seminativi) senza alcuna preventiva autorizzazione: prevedono l’adozione
di algoritmi gestionali tipici dell’arboricoltura da legno e l’eventuale impiego
anche di specie arboree esotiche non invasive e/o di materiale vivaistico clonale.
Oltre alle rilevanti potenzialità per la fissazione di carbonio atmosferico, l’arbo-
ricoltura da legno è particolarmente utile per la fornitura specializzata di mate-
ria prima al settore industriale: ciò si realizza nell’ambito di aziende agricole o
agroforestali attive, con imprenditori motivati e su terreni di adeguata fertilità
fisico-chimica. L’esempio più significativo nel nostro Paese di questo tipo di
impianti è quello delle piantagioni monoclonali di ibridi di pioppo . Ai fini spe-
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cifici della fissazione di carbonio atmosferico sono, peraltro, preferibili pianta-
gioni miste di specie arboree con caratteristiche diverse di fototemperamento e
rapidità di accrescimento, in modo da ottenere la massima superficie fotosinte-
tizzante fin dalle prime fasi di impianto (specie arboree ad accrescimento velo-
ce, da diradare nel corso del ciclo di coltivazione, insieme a specie a più lento
accrescimento); tra l’altro, impianti plurispecifici possono assicurare una diver-
sificazione qualitativa della sostanza organica apportata al suolo e sono più resi-
stenti ai parassiti e alle fitopatie.
5. Ricolonizzazione boschiva
Uno dei principali fattori che negli ultimi decenni hanno caratterizzato, e
ancora oggi caratterizzano, la dinamica dei paesaggi rurali del nostro Paese,
soprattutto nelle aree interne, è la ricolonizzazione spontanea da parte dei
boschi (il tasso di espansione può essere quantificato, a scala nazionale, intor-
no a 0.1-0.2 per cento all’anno), fenomeno che implica sempre un aumento di
fissazione di carbonio atmosferico per unità di superficie rispetto alle condi-
zioni precedenti.
(9) CORONA, et al. 2018.
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