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AGRO ECO AMBIENTE
Questa destinazione può essere ottenuta attraverso il semplice abbandono
di seminativi, prati e pascoli, con l’accortezza di prevenire eventi degradanti (a
esempio, passaggio del fuoco), ma in situazioni pedoclimatiche difficili (a esem-
pio, elevata pietrosità superficiale), possono essere di interesse anche interventi
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di sostegno . Fattori ambientali quali la pendenza del terreno e la presenza di
nuclei di alberi forestali circostanti sono predittori molto efficaci della suscetti-
vità di un territorio alla ricolonizzazione boschiva e si prestano a essere utilizzati
in ambito pianificatorio per la scelta delle aree da destinare esplicitamente a tale
fenomeno . Peraltro, va segnalato che, negli anni più recenti, queste aree ven-
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gono talora ricondotte al precedente uso del suolo per motivazioni paesaggisti-
che, soprattutto a valere su fondi connessi alle politiche di sviluppo rurale .
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6. Considerazioni conclusive
L’azione colturale ha storicamente alterato e modificato i boschi italiani, a
esempio favorendo alcune specie arboree (sulle Alpi il larice e l’abete rosso,
negli Appennini il faggio) e riducendone altre (l’abete bianco negli Appennini).
Alla struttura spesso semplificata dei soprassuoli si è storicamente affiancata
l’alterazione della necromassa legnosa e l’impoverimento dei suoli per effetto
della raccolta della lettiera. Oggi le foreste italiane presentano, nella maggior
parte dei casi, caratteristiche compositive e strutturali molto diverse da quelle
originarie. Inoltre, dove negli ultimi decenni ha prevalso l’abbandono colturale,
molte di esse possono risultare più vulnerabili a quei fattori di degrado (incendi,
attacchi parassitari, ecc.) che una oculata gestione selvicolturale può contenere
e prevenire . Ai fini della conservazione e valorizzazione di questa poliedrica
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realtà, la gestione forestale deve tenere conto delle condizioni presenti, dei pro-
cessi coevolutivi tra le componenti dell’ecosistema e delle interazioni con l’azio-
ne antropica: in questa prospettiva, il concetto di gestione forestale si traduce
operativamente nel mantenimento della rinnovabilità biologica e dell’efficienza
funzionale degli ecosistemi, condizione che garantisce, tra l’altro, un adeguato
contrasto e adattamento ai cambiamenti climatici. Il recente sviluppo dei meto-
di di pianificazione e gestione forestale offre gli strumenti atti a operare in
modo sapiente ed efficace in questa direzione .
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(10) CORONA, et al., 2009.
(11) CORONA, et al., 2008.
(12) CHITI, et al., 2018; FINO, et al., 2020.
(13) CORONA, et al., 2015.
(14) CORONA, et al., 2019.
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