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AGRO ECO AMBIENTE
Inoltre, quale che sia il loro ciclo di vita, l’impiego di prodotti legnosi
genera, comunque, sempre un effetto sostitutivo, dato che materiali alternativi
implicano, di norma, consumi energetici per la loro produzione superiori a
quelli richiesti dalla manifattura del legno: a esempio, la produzione di un infis-
so in alluminio richiede mediamente oltre cento volte la quantità di energia
necessaria per produrre un pezzo in legno ad analogo uso.
Infine, un ruolo sostitutivo importante hanno anche le biomasse legno-
se per la produzione di calore e di corrente elettrica: a differenza dei com-
bustibili fossili, l’impiego del legno a fini energetici, nelle forme più diverse
(combustione, fermentazione, gassificazione, carbonizzazione), è, in genere,
quasi neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio poiché se la
combustione è perfetta o quasi, come può oggi avvenire nei moderni appa-
recchi per produrre energia termica ed elettrica (i quali permettono anche di
contenere in modo significativo l’emissione di particolato), si libera presso-
ché la stessa quantità di carbonio fissata nella produzione naturale del legno
stesso.
3. Gestione dei boschi esistenti
Nei boschi italiani è in atto un generalizzato processo di invecchiamento
collegato alla relativamente ridotta quantità di prelievi di legname rispetto alla
produzione naturale e all’allungamento dei turni nei soprassuoli coetanei. Ciò
sta portando a un lento accumulo di sostanza organica nei suoli forestali. Lo
scambio netto di carbonio dell’ecosistema, al contrario, viene ridotto dalla
riduzione/assenza di interventi di gestione, principalmente a causa della
decomposizione della necromassa legnosa.
In relazione a quest’ultimo aspetto, vari operatori del settore propongo-
no un calibrato aumento dei prelievi che, oltre a consentire una maggiore
immobilizzazione di carbonio nei prodotti legnosi, potrebbe agire da volano
sugli ecosistemi boschivi, riducendone l’età media e aumentandone correlati-
vamente il saggio di accrescimento. Questa prospettiva va però considerata in
modo prudente e, comunque, non va generalizzata: infatti, per ampia parte
del patrimonio forestale italiano le provvigioni legnose sono ancora relativa-
mente deficitarie.
Di fatto, la capacità delle foreste di sequestrare carbonio va sempre inqua-
drata nella prospettiva di una gestione globalmente ecocompatibile, secondo
quanto esemplificato nella Tabella che segue.
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