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OPZIONI DI GESTIONE FORESTALE PER IL CONTRASTO
                                E L’ADATTAMENTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI



               ai cambiamenti nei regimi di piovosità/temperatura) ma, ancor più, possono,
               come già detto, mitigarli agendo da serbatoi di carbonio. Le principali prospet-
               tive operative per una gestione che contribuisca a una tale mitigazione sono
               schematicamente inquadrabili in funzione delle seguenti opzioni:
                     ➣ preservazione: (1) boschi con organizzazione e struttura a elevato grado di
               complessità ed efficienza ecobiologica; (2) boschi molto degradati che necessi-
               tano di un adeguato reinnesco dei processi funzionali; ambedue questi tipi di
               sistemi vengono lasciati alla libera evoluzione: la gestione si concretizza in un
               attento monitoraggio dei processi di autorganizzazione che si instaurano natu-
               ralmente e che sono alla base della capacità di fissazione del carbonio atmosfe-
               rico da parte di questi ecosistemi;
                     ➣ rinaturalizzazione boschiva: boschi con organizzazione e struttura a diverso
               grado di semplificazione, in cui gli interventi selvicolturali sono orientati a favo-
               rire il pieno ripristino dei processi naturali e dell’integrità funzionale;
                     ➣ uso  produttivo:  realtà  non  ricadenti  nelle  prime  due  tipologie,  in  buon
               equilibrio bioecologico; il gestore si pone al servizio del sistema e ne trae bene-
               fici economici diretti; in questo caso risulta fondamentale contenere i prelievi
               legnosi entro i limiti del tasso naturale di accrescimento dei soprassuoli forestali
               al fine di mantenere positivo il bilancio di carbonio nell’ecosistema;
                     ➣ ampliamento delle superfici con soprassuoli forestali attraverso la rinaturaliz-
               zazione di terreni privi di copertura forestale, tramite rimboschimento (con par-
               ticolare riferimento agli ambiti urbani e periurbani), e la realizzazione di pianta-
               gioni da legno;
                     ➣ protezione dagli incendi boschivi attraverso misure di selvicoltura preventiva,
               soprattutto in considerazione del forte aumento del rischio dovuto ai cambia-
               menti climatici .
                              (7)
                     Oltre alla funzione di serbatoi di carbonio, l’uso produttivo dei boschi e la
               realizzazione di piantagioni da legno svolgono anche una funzione di fissazione
               di carbonio nei prodotti legnosi ritraibili e una funzione di sostituzione di pro-
               dotti a maggiore impatto climalterante derivanti da altre materie prime. I pro-
               dotti legnosi, impiegati in edilizia e arredamento e per utensili e oggettistica,
               consentono di prolungare, per un periodo più o meno lungo in relazione alla
               durata del loro ciclo di vita, la fissazione del carbonio immagazzinato dall’ac-
               crescimento legnoso degli alberi forestali: pertanto, un aumento dell’utilizzo di
               questi prodotti, a esempio per usi strutturali (travi lamellari, ecc.), e del riciclo
               dei materiali legnosi a ciclo breve (carta e cartoni, pallets, ecc.) può contribuire
               a incrementare significativamente il sequestro di carbonio dall’atmosfera.

               (7)   CORONA, et al., 2015.

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