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DOTTRINA
dell’indagato nel registro ex articolo 335 c.p.p., nonché quelli dello svolgimento
delle indagini anche in relazione al superamento dei tempi morti dopo l’esauri-
mento delle attività investigative e quello dell’esercizio dell’azione penale; la fis-
sazione di criteri di priorità al fine di rendere più trasparente l’attività di indagi-
ne delle procure; le nuove regole di giudizio dell’archiviazione e dell’udienza
preliminare che, alzando la soglia valutativa dovrebbe favorire una più meditata
riflessione sull’inutilità della fase dibattimentale, nella quale, infatti, si segnalano
numerose situazioni che sarebbe stato possibile non attivare.
Certamente, in questa stessa ultima segnalata prospettiva, vanno viste tutte
le ipotesi di uscita anticipata dal processo, sia in relazione alle consolidate situa-
zioni premiali, sia con riferimento a nuovi strumenti di decongestionamento.
Si segnalano, così, a fianco ai tradizionali riti speciali (patteggiamento,
abbreviato, procedimento per decreto), la tenuità del fatto, la messa alla prova,
l’archiviazione per il pagamento della sanzione elevata all’organo accertatore
con l’attivazione di una contestuale eliminazione del danno e del pericolo; l’in-
crementate situazioni di improcedibilità, nonché la cosiddetta “condotta ripara-
toria” frutto della mediazione tra autore del reato e vittima.
L’accesso a questo pluralismo di strumenti decongestionanti il carico giu-
diziario - vera missione della riforma, come detto - è favorito da una significa-
tiva modifica del sistema sanzionatorio che - superando la logica carcerocentri-
ca dell’attuale meccanismo punitivo - punta sulle misure alternative, su soglie di
pena più favorevoli alla concessione della premialità, nonché sull’eliminazione
di ipotesi preclusive. Non mancano altri strumenti processuali tesi a ridurre il
peso di procedimenti che appesantiscono inutilmente una macchina giudiziaria
in difficoltà come la sospensione per irreperibilità dell’imputato, la propensione
al rito monocratico, il ripristinato concordato in appello.
Altre situazioni restano inespresse ma prospettabili in presenza di ulteriori
sviluppi riformatori: monocraticità in appello del rito monocratico; ampliamen-
to delle competenze del giudice onorario.
L’incentivato accesso ai riti deflattivi unito alla soglia di prognosi della
condanna costituiva un elemento di rivalutazione della fase delle impugnazioni
che non poteva non risentire delle relative variabili.
Infatti, ad una forte spinta ai riti alternativi si accompagnava un ridimen-
sionamento delle iniziative di controllo (appello: esclusione per il p.m., motivi
predeterminati per l’imputato). Il ridimensionamento finale della deflazione-
premialità, i criteri selettivi di filtraggio dell’udienza preliminare e del dibatti-
mento con determinazione di soglie meno favorevoli ha determinato il ripristi-
no dell’attuale sistema dei gravami.
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