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AGRO ECO AMBIENTE



                  Come accennato, per valutare complessivamente l’effetto della gestione selvi-
             colturale sulla fissazione di carbonio occorre tenere conto anche della filiera dei pro-
             dotti legnosi ritraibili: a esempio, nel caso di soprassuoli a crescita relativamente
             lenta (quali tipicamente quelli di origine naturale, almeno in ambito biogeografico
             mediterraneo)  non  è  conveniente  indirizzare  la  produzione  verso  assortimenti
             legnosi con ciclo di vita breve (come invece nel nostro Paese avviene, a esempio, per
             molte fustaie di cerro o di faggio il cui prevalente prodotto è legname a uso ener-
             getico). In linea generale per i soprassuoli coetanei, se il ciclo di vita degli assorti-
             menti prodotti è mediamente più breve del turno fisiocratico (corrispondente all’età
             di culminazione dell’incremento medio della biomassa legnosa) è conveniente adot-
             tare turni più lunghi di esso, mentre, al contrario, se il ciclo di vita degli assortimenti
             prodotti è mediamente più lungo del turno fisiocratico è conveniente adottare turni
             più brevi di esso, ammesso che possano essere raggiunte le soglie dimensionali per
             la produzione degli assortimenti legnosi desiderati. In pratica, considerando l’effetto
             di massimizzazione complessiva del carbonio atmosferico fissato nel legno e senza
             tenere conto dell’immagazzinamento di carbonio nel suolo, ne consegue il parados-
             so, non del tutto avvertito dagli operatori del settore, che, come orientamento gene-
             rale, in Italia potrebbe essere conveniente un allungamento dei turni per buona
             parte dei cedui e una loro riduzione per buona parte delle fustaie coetanee.


             4.  Nuovi impianti forestali
                  Rimboschimenti - I rimboschimenti sono impianti di specie arboree forestali
             costituiti per diventare veri e propri boschi: a tal fine, si opera impiegando spe-
             cie autoctone corrispondenti a un livello più o meno avanzato della successione
             vegetazionale che teoricamente si avrebbe a partire da un suolo nudo o quasi.
             In linea generale, si tende a favorire fin dall’inizio, ove possibile, la realizzazione
             di  sistemi  forestali  complessi,  prevalentemente  plurispecifici,  con  eventuale
             impiego anche di componenti arbustive e prefigurando cicli colturali relativa-
             mente  lunghi,  al  cui  termine  viene  preferibilmente  favorita  la  rinnovazione
             naturale del soprassuolo. Le specie impiegate devono essere coerenti con la
             serie di vegetazione relativa all’unità ambientale e di paesaggio in cui ricade il
             sito di impianto e, per quanto possibile, il materiale vivaistico deve essere di
             provenienza locale. In una logica pianificatoria generale, nella selezione delle
             aree da destinare al rimboschimento è opportuno accordare priorità a quelle più
             sensibili al rischio idrogeologico e al rischio di desertificazione , secondo una
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             tipica funzione delle foreste in termini di adattamento ai cambiamenti climatici.
             (8)  CORONA, et al. 2009.

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