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INSERTO























                                                Figura 5
             La ricerca di possibili tracce biologiche su reperti, in particolare se depositate in minima quantità
             e/o in condizioni di latenza, nel laboratorio: lampade forensi (immagine a sinistra) e stereoscopi
             (immagine  a  destra)  (immagine  a  sinistra  tratta  da:  I  Carabinieri  delle  Investigazioni  Scientifiche,
             Publimedia s.r.l., Milano, 2015.

                  L’osservazione mediante stereoscopi permette una visione tridimensionale a
             basso  potere  di  ingrandimento,  mentre  l’osservazione  delle  tracce  mediante
             microscopi permette una visione bidimensionale ad alto potere di ingrandimento.
             Il loro impiego è solitamente circoscritto al laboratorio più che alla scena del
             crimine.
                  Esse hanno come finalità quella di rilevare nel caso degli stereoscopi la
             presenza di microtracce (quali tracce ematiche o microcristalli ematici essiccati,
             seminali, salivari, ecc. ), nel caso dei microscopi la presenza di elementi cellulari
             caratteristici (quali eritrociti per il sangue, cellule epiteliali per la saliva, e, soprat-
             tutto, spermatozoi per lo sperma.) in condizioni tali da poter essere correlati al
             fluido dal quale provengono . In pratica l’utilizzo dei microscopi in biologia
                                        (40)
             forense è limitato alla rilevazione delle sole cellule spermatiche tramite l’impie-
             go di protocolli di colorazione  o di marcatura in fluorescenza dedicati  e
                                           (41)
                                                                                    (42)
             alle formazioni pilifere.
             (40)  Nella  pratica  operativa  gli  stereoscopi,  hanno  fondamentalmente  una  funzione  di  ricerca
                  macroscopica e aspecifica finalizzata alla individuazione di possibili tracce biologiche eviden-
                  ti sui reperti e alla definizione delle loro caratteristiche generali (forma, colore, dimensione,
                  localizzazione, ecc.). I microscopi, invece, impiegabili utilizzando luce bianca o luce fluore-
                  scente, vengono impiegati per l’osservazione diretta di elementi cellulari fluido o tessuto spe-
                  cifici e, quindi, hanno la funzione di diagnosi specifica di un particolare materiale biologico,
                  più che di una sua ricerca sui reperti.
             (41)  Ad esempio il blu di N-metilene e l’acetato di cresil violetto, che, interagendo in particolare con la
                  cromatina ed il DNA, consentono una colorazione differenziale delle varie regioni cellulari.
             (42)  Ad esempio utilizzando anticorpi monoclonali derivatizzati con fluorofori come Alexa 488
                  che legano specificamente un bersaglio proteico contenuto nelle teste degli spermatozoi.

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