Page 86 - Rassegna 2021-1
P. 86
DOTTRINA
cazione bobbiana delle quattro generazioni di diritti elaborate dal filosofo del
diritto italiano:
1. diritti di libertà;
2. diritti sociali;
3. diritti dei “soggetti deboli”;
4. diritti dell’età tecnologica.
Difatti, l’intreccio dei diritti qui presi in esame alle prese con l’intelligenza
artificiale pare ascrivibile alla quarta generazione risolventesi nei diritti dell’età
tecnologica , salvo il diritto alla salute preso in sé, appartenente alla categoria
(9)
dei diritti sociali.
Se i diritti alla privacy e alla protezione dei dati personali, connessi a quello
della salute nell’interazione con l’intelligenza artificiale, possono essere più o
meno agevolmente classificati e definiti. Lo stesso non è avvenuto con il con-
cetto di intelligenza artificiale, il quale si è prestato nel corso della propria storia
a molteplici significati e contesti diversi, correndo tuttavia il rischio del frainten-
dimento in campo giuridico .
(10)
Pertanto - al fine di inquadrarlo anche in relazione ai diritti di cui alla pre-
sente indagine - giova riportare una definizione ampia d’intelligenza artificiale
(espressione coniata dal matematico John McCarthy nel 1956 in occasione di
un convegno nel New Hampshire presso il Darthmouth College di Hanover): «il
tentativo di creare macchine “capaci di eseguire attività che richiedono intelli-
genza quando svolte da esseri umani”» .
(11)
In altri termini, l’intelligenza artificiale racchiude un ampio insieme di sva-
riate ricerche, approcci e tecnologie, con il fine comune di realizzare sistemi
artificiali in grado di assumere comportamenti intelligenti, in contesti, a livelli e
(9) C. FARALLI, Diritti e nuove tecnologie, in Tigor, A. XI, 2019, n. 2, pagg. 43-44. «Un catalogo aper-
to, dai confini non facilmente delineabili, includente pretese eterogenee che vanno dal diritto
alla pace, allo sviluppo, all’ambiente, alla riservatezza contro le intrusioni dell’informatizza-
zione, al diritto di morire con dignità contro ogni accanimento terapeutico, all’integrità del
patrimonio genetico e così via. Con riferimento a questa generazione di diritti, va rilevata, da
un lato, l’ampiezza dei fenomeni cui si riferiscono, dall’altro il problema della titolarità, rife-
rita non solo a soggetti individuali, ma a gruppi, popoli e nazioni, fino alle “generazioni futu-
re”, ma anche soggetti non umani come gli animali e l’ambiente. In alcuni casi, come osserva
sempre Bobbio, è improprio parlare di diritti, ma l’uso di tale definizione è un espediente per
attribuire un titolo di nobiltà e maggiore forza ad alcuni aspirazioni ideali in vista di un loro
riconoscimento e una loro regolamentazione» (ivi, pag. 44).
(10) E. CALZOLAIO, Intelligenza artificiale ed autonomia della decisione: problemi e sfide, in ID. (a cura di),
La decisione nel prisma dell’intelligenza artificiale, cit., pag. 1.
(11) La citazione, tratta da R. KURZWEIL, The Age of Intelligent machines, MIT Press, Cambridge,
1990, pag. 14, è riportata da G. SARTOR, F. LAGIOIA, Le decisioni algoritmiche tra etica e diritto, in
U. RUFFOLO (a cura di), Intelligenza artificiale. Il diritto, i diritti, l’etica, cit., pag. 63.
84

