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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE



                  La Carta costituzionale, nata sulle ceneri del Secondo conflitto mondiale
             e prodotto di un compromesso tra le tre diverse filosofie politiche allora mag-
             gioritarie, può essere ancora flessibilmente interpretata e rappresentare l’impre-
             scindibile caposaldo sul quale continuare l’opera di formalizzazione dell’intelli-
             gence economica.


             5.  Conclusioni
                  Appurato che la difesa degli interessi economici del Paese è un bene costi-
             tuzionale primario e che l’Italia si trova a dover gestire la propria sopravvivenza
             all’interno di uno scenario geoeconomico globale altamente aggressivo è fuori
             discussione che il Paese dovrà presto dotarsi di una più chiara strategia dell’in-
             telligence economica. Essa è la risorsa base per affrontare la complessità dei rap-
             porti di forza del post-Guerra Fredda e per mantenere capacità sovrane. Per
             sopravvivere è divenuto essenziale saper gestire il confronto geoeconomico e la
             Costituzione è una base solida sulla quale poter costruire soluzioni di lungo ter-
             mine. Nel breve termine, l’apertura dei Servizi al mondo esterno attraverso atti-
             vità  di  promozione  e  comunicazione  istituzionale  che  diffondano  la  cultura
             della sicurezza, così come richiesto dall’art. 4 della legge 124/2007 al DIS, rap-
             presenta la pietra miliare sulla quale si può costruire l’interazione iniziale col
             mondo  dell’imprenditoria,  dell’industria,  della  finanza,  delle  associazioni  di
             categoria nonché col mondo accademico e dei media per garantire legittimità al
             sistema per la sicurezza nazionale e al tempo stesso favorire la comprensione
             dell’esigenza di un’intelligence economica strutturata.
                  L’intervento pubblico in fondo non è altro che il patriottismo economico
             con il quale si definisce l’ambito di sviluppo di un Paese dinanzi alle opportu-
             nità e alle minacce delle nuove dinamiche di potenza derivate dalla globalizza-
             zione degli scambi. (…) Ed è la risorsa di base per affrontare la complessità dei
             rapporti di forza del post-Guerra Fredda .
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             (13)  HARBULOT, 1992.

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