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INTELLIGENCE ECONOMICA
                 FONDAMENTI COSTITUZIONALI PER UNA NUOVA FASE DI SVILUPPO DEL PAESE



                     Nel 2001, sulla rivista Gnosis, Nicolò Pollari analizzava alcuni possibili sce-
               nari di implementazione dell’intelligence economica dal punto di vista operativo,
               cercando di delineare in concreto le configurazioni, organizzative ed operative,
               che può e deve assumere una struttura deputata ad esperire attività di intelligence
               nei settori dell’economia e della finanza per fini di interesse strategico a rilevan-
               za nazionale.
                     Le conclusioni a cui giungeva l’allora capo del Sismi, ben sette anni prima
               della riforma del settore, sono valide tutt’oggi. Innanzitutto, dal punto di vista
               delle agenzie preposte alla sicurezza, è impercorribile in campo economico-
               finanziario l’utilizzo di presidi a largo spettro - dispendiosi e poco produttivi -
               ma  risulta  indispensabile  una  concentrazione  degli  sforzi.  Ciò  implica  una
               messa a fuoco chiara degli obiettivi d’interesse da individuarsi con estrema chia-
               rezza nelle agende degli interventi.
                     Con ciò, presupponendo che l’input (il bisogno di presidio informativo)
               provenga dalla domanda (il livello politico, a monte) nel modo quanto più cir-
               costanziato ed esplicito possibile, e senza rispondere - esclusivamente - a logi-
               che di emergenza, bensì elevando a sistema questo asse decisional-funzionale
               di tipo top-down, che valorizzi al limite il feed-back proveniente dall’esperienza
               dei tecnici ai fini di un aggiustamento successivo degli indirizzi politici asse-
               gnati .
                    (6)
                     Tuttavia, affinché i punti sopraelencati possano realizzarsi è necessario, a
               monte, ancorare la materia dell’intelligence economica a livello costituzionale in
               modo da conferirle una legittimazione formale, attuare con maggiore libertà
               politiche più audaci e favorire la collaborazione tra il settore pubblico e quello
               privato .
                      (7)


               3.  L’intelligence economica all’estero
                     Non esiste una formula universale che definisca l’intelligence economica,
               tuttavia vi sono almeno tre Paesi geopoliticamente molto vicini all’Italia che
               hanno esplicitamente riformato, o per lo meno aggiornato, nei decenni passati
               i propri sistemi d’informazione cercando di delineare una struttura precisa del-
               l’intelligence economica.
                     La Francia è il Paese che più di tutti ha contribuito a disciplinare tale set-
               tore con un’apposita dottrina .
                                            (8)
               (6)   POLLARI, 2001.
               (7)   Si veda: LARIS GAISER, Il ruolo dell’Intelligence Economica in Italia in Giuseppe Gagliano, LARIS
                     GAISER, MARIO CALIGURI, Intelligence Economica e Guerra dell’Informazione, Rubbettino, Soveria
                     Mannelli, 2016.
               (8)   GAGLIANO, 2014, b).

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