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INTELLIGENCE ECONOMICA
                 FONDAMENTI COSTITUZIONALI PER UNA NUOVA FASE DI SVILUPPO DEL PAESE



               2.  Lo stato dell’arte in Italia
                     L’Italia è per sua natura, cioè storia e cultura, un soggetto internazionale
               il cui destino è da sempre caratterizzato dalle capacità d’operare nel settore eco-
               nomico. Al contempo però l’Italia è anche un Paese che soffre cronicamente di
               bassa concorrenzialità istituzionale e che negli ultimi decenni ha subito passiva-
               mente l’aggressività commerciale e finanziaria straniera. L’intelligence economica
               pertanto non è un’opzione, ma un’esigenza imprescindibile del sistema-Paese
               per tentare di ritagliarsi maggiori margini di manovra a livello internazionale .
                                                                                         (3)
                     Per  raggiungere  questo  obiettivo  è  necessario  un  supporto  normativo
               chiaro e lungimirante, in grado di definire i compiti degli attori coinvolti e di
               adattarsi  alla  fluidità  dello  scenario  moderno.  Con  questo  proposito  è  stata
               adottata la legge 124/2007 che istituisce il Sistema di informazione per la sicu-
               rezza della Repubblica ed aggiorna il comparto dell’intelligence italiana. La norma
               del 2007, emendata dalla legge 133/2012, delinea le mansioni delle due nuove
               agenzie di informazioni e sicurezza interna ed estera. L’art. 6, comma 2, e l’art.
               7, comma 2, affidano all’AISI e all’AISE la protezione all’interno e all’esterno
               del territorio nazionale la protezione degli interessi politici, militari, economici,
               scientifici e industriali del Paese.
                     In questi due articoli si pongono sullo stesso piano gli interessi politici e
               militari con quelli economici, scientifici ed industriali e si sottolinea come l’at-
               tività di intelligence in ambito economico non abbia limitazioni territoriali essen-
               do la stessa funziona assegnata ad entrambe le agenzie. La strategicità dell’inte-
               resse  economico  è  quindi  determinante.  Aver  sancito  normativamente  tale
               importanza  garantisce  l’utilizzo  degli  strumenti  appropriati  per  difenderli.
               Nonostante questo passo in avanti, la strada da percorrere è ancora lunga. In
               primis tale norma non delinea le basi per una vera struttura di intelligence econo-
               mica poiché si limita a ripartire dei compiti tra le due Agenzie ma soprattutto
               non la istituzionalizza come invece è avvenuto in altri Paesi ben prima del 2007.
               La riforma italiana, nel suo complesso è una buona ma nasce zoppa.
                     Nelle more legislative la classe politica, che aveva faticato vent’anni ad
               accordarsi sulla futura forma dell’intelligence nazionale, sperava che creata la cor-
               nice il sistema autogenerasse soluzioni endogene. Tutto ciò non è avvenuto e al
               manifestarsi delle singole esigenze il legislatore è dovuto intervenire ogni volta
               per ampliare, certamente non semplificando, le aree di responsabilità dello Stato
               nelle esigenze di tipo geoeconomico senza però mai definire una struttura di
               coordinamento finale.


               (3)   Per  un  approfondimento  dell’argomento  si  vedano  le  analisi  svolte  da  LARIS GAISER  in
                     Intelligence economica, Aracne Editore, Ariccia, 2015 e dallo stesso autore in Economic Intelligence
                     and World Governance, Il Cerchio, RSM, 2016.

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