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INTELLIGENCE ECONOMICA
                 FONDAMENTI COSTITUZIONALI PER UNA NUOVA FASE DI SVILUPPO DEL PAESE



               le attività del Servizio segreto e del GCHQ finalizzate a preservare l’interesse
               del benessere economico del Regno Unito. Il benessere economico è una prio-
               rità ufficiale, definita per legge. I Servizi garantiscono alle aziende bisognose il
               proprio sostegno e il successo dell’Intelligence Community britannica si definisce
               ogni anno anche in base ai risultati ottenuti a favore dell’economia nazionale.
                     L’MI5  che  dipende  dall’Home  Office,  l’MI6  e  il  GCHQ  che  dipendono
               Foreign Office ricevono direttive sulle priorità e gli obiettivi dal Joint Intelligence
               Committee (JIC) formato dai sottosegretari dei dicasteri interessati e presieduto
               da un sottosegretario il cui specifico ruolo è quello di coordinatore dell’intelli-
               gence e della sicurezza direttamente rispondente al Premier.
                     Il JIC ha il compito di definire i fini delle attività ovvero stilare la “lista
               della spesa” nonché convogliare agli interessati le informazioni necessarie. Il
               bilancio destinato ai servizi d’informazione britannici è unico (Single Intelligence
               Account) e non fornisce dati affidabili sulla percentuale assegnata specificata-
               mente al benessere economico ma, secondo le stime di Alain Juillet, già sul finire
               degli anni Novanta almeno il sessanta per cento dei fondi dell’MI6 sarebbero
               stati impegnati in tale settore .
                                           (9)


               4.  Il fondamento costituzionale
                     Appurato che dal punto di vista real-politico l’intelligence economica è una
               necessità assoluta per la sopravvivenza della sovranità statale, l’Italia col tempo
               sarà costretta a rivedere la propria impostazione indirizzandosi verso una rivisi-
               tazione in senso non più binario del comparto o molto più semplicemente pro-
               cedendo ad un aggiornamento dello stesso, come recentemente proposto da
               Arezzini (2020). Tuttavia, a prescindere dal modello istituzionale, è fondamenta-
               le per legittimare sul lungo termine e soprattutto per fugare ogni dubbio di lega-
               lità  dell’intelligence economica, spesso criticata d’essere un indebito intervento
               dello Stato in economia ovvero di rappresentare un aiuto nei confronti del set-
               tore privato contrario ai dettami dell’Unione europea, ancorare il concetto di
               intelligence economica alla Costituzione e alle linee guida espresse dell’Unione.
               Fissare il concetto alla radice del sistema legale ne facilita il futuro ampliamento.
                     La Costituzione italiana è un prodotto giuridico del secondo dopoguerra
               caratterizzato dal compromesso di diverse culture politiche e racchiude in sé la
               tradizione liberale, quella cattolica e quella marxista-comunista. Queste correnti
               di pensiero hanno trovato per decenni nella Costituzione un comun minimo
               denominatore che ha permesso all’Italia, divenuta terra di confine, una certa
               stabilità nel periodo della Guerra fredda.

               (9)   MARCON, MOINET 1999.

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