Page 164 - Rassegna 2021-1
P. 164

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE



             1.  Introduzione
                  Data la sua interdisciplinarità è difficile definire in maniera univoca l’intel-
             ligence economica.
                  Nel panorama italiano la definizione più autorevole è quella proposta nel
             2011 da Carlo Jean e Paolo Savona, per i quali: l’intelligence economica è la disci-
             plina che, studiando il ciclo dell’informazione necessario alle imprese e agli Stati
             per effettuare scelte corrette di sviluppo, si prefigge d’affinare le abilità cognitive
             e decisionali applicate alla complessità del contesto competitivo globale (…)
             quindi si può definire una costola dell’intelligence pubblica, cioè dei servizi di
             informazione per la sicurezza dello Stato.
                  Si tratta pertanto di un metodo di gestione ed utilizzo delle informazioni
             avente lo scopo d’accrescere lo sviluppo del Paese ma soprattutto, come venu-
             tosi successivamente delineando , è un metodo di collaborazione e scambio
                                            (1)
             informativo tra i sistemi d’intelligence aziendali e quelli statali. Un bene pubblico
             con cui accrescere il benessere nazionale e migliorare la competitività del siste-
             ma- Paese a livello globale.
                  Nonostante la competizione economica tra soggetti sovrani abbia radici
             antichissime e la storia delle repubbliche marinare italiane rappresenti uno dei
             momenti di massima affermazione dell’interesse nazionale di tipo mercantilista,
             l’intelligence economica è una disciplina che ha avuto il suo riconoscimento uffi-
             ciale con la fine della guerra fredda. La caduta del muro di Berlino ha spostato
             il confronto tra gli Stati dal livello geopolitico a quello più prettamente geoeco-
             nomico .
                    (2)
                  In un contesto globale, altamente competitivo e disorientante, in cui l’al-
             leato militare può essere al contempo un avversario economico, in cui vi sono
             sempre maggiori squilibri regionali, in cui la ricchezza si smaterializza a causa
             dell’ingegneria finanziaria e in cui le produzioni delocalizzate diventano fattori
             di rischio transnazionale lo Stato deve dotarsi di strumenti pubblici per porre
             sotto la lente d’ingrandimento le attività economiche, reali e virtuali, di proprio
             interesse.
                  Il sistema pubblico, collaborando nello scambio informativo con le azien-
             de, migliora l’efficienza complessiva del sistema nazionale, favorisce lo sviluppo
             delle  proprie  realtà  produttive  e  garantisce  la  stabilità  economica  del  Paese
             aumentano il benessere economico dei cittadini.
                  La collaborazione delle intelligence aziendali con quella pubblica apporta
             reciproci benefici ma soprattutto forza lo Stato a trasformarsi, secondo la defi-
             nizione di Csurgay (2011), in Stato strategico.


             (1)  GAISER, 2015.
             (2)  LUTTWAK, 1993.

             162
   159   160   161   162   163   164   165   166   167   168   169