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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE
1. Introduzione
Data la sua interdisciplinarità è difficile definire in maniera univoca l’intel-
ligence economica.
Nel panorama italiano la definizione più autorevole è quella proposta nel
2011 da Carlo Jean e Paolo Savona, per i quali: l’intelligence economica è la disci-
plina che, studiando il ciclo dell’informazione necessario alle imprese e agli Stati
per effettuare scelte corrette di sviluppo, si prefigge d’affinare le abilità cognitive
e decisionali applicate alla complessità del contesto competitivo globale (…)
quindi si può definire una costola dell’intelligence pubblica, cioè dei servizi di
informazione per la sicurezza dello Stato.
Si tratta pertanto di un metodo di gestione ed utilizzo delle informazioni
avente lo scopo d’accrescere lo sviluppo del Paese ma soprattutto, come venu-
tosi successivamente delineando , è un metodo di collaborazione e scambio
(1)
informativo tra i sistemi d’intelligence aziendali e quelli statali. Un bene pubblico
con cui accrescere il benessere nazionale e migliorare la competitività del siste-
ma- Paese a livello globale.
Nonostante la competizione economica tra soggetti sovrani abbia radici
antichissime e la storia delle repubbliche marinare italiane rappresenti uno dei
momenti di massima affermazione dell’interesse nazionale di tipo mercantilista,
l’intelligence economica è una disciplina che ha avuto il suo riconoscimento uffi-
ciale con la fine della guerra fredda. La caduta del muro di Berlino ha spostato
il confronto tra gli Stati dal livello geopolitico a quello più prettamente geoeco-
nomico .
(2)
In un contesto globale, altamente competitivo e disorientante, in cui l’al-
leato militare può essere al contempo un avversario economico, in cui vi sono
sempre maggiori squilibri regionali, in cui la ricchezza si smaterializza a causa
dell’ingegneria finanziaria e in cui le produzioni delocalizzate diventano fattori
di rischio transnazionale lo Stato deve dotarsi di strumenti pubblici per porre
sotto la lente d’ingrandimento le attività economiche, reali e virtuali, di proprio
interesse.
Il sistema pubblico, collaborando nello scambio informativo con le azien-
de, migliora l’efficienza complessiva del sistema nazionale, favorisce lo sviluppo
delle proprie realtà produttive e garantisce la stabilità economica del Paese
aumentano il benessere economico dei cittadini.
La collaborazione delle intelligence aziendali con quella pubblica apporta
reciproci benefici ma soprattutto forza lo Stato a trasformarsi, secondo la defi-
nizione di Csurgay (2011), in Stato strategico.
(1) GAISER, 2015.
(2) LUTTWAK, 1993.
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