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DOTTRINA
Un punto interessante riguardava poi le popolazioni di immigrati, in par-
ticolare lì dove esistevano delle irregolarità nei permessi di residenza: la paura
di denunciare la violenza domestica rifletteva la paura di essere espulse e dover
fare ritorno nel paese di origine.
Un solo studio sottolineava poi l’importanza dei contrasti con i dettami
della fede professata e l’utilità dell’azione dei leader religiosi nel dare supporto
alla decisione di denunciare.
Questi dati, frutto dell’analisi di studi di varia nazionalità, hanno chiarito
come le variazioni trans-culturali siano piuttosto limitate, sussistendo tali pro-
blematiche in maniera per lo più globale.
Risulta doloroso e difficile per molte donne rivolgersi a qualcuno per
chiedere aiuto, parlare di quanto vissuto e denunciare, soprattutto quando la
violenza è avvenuta tra le mura domestiche e il responsabile è il partner.
Ascoltando i racconti delle donne ci si rende conto di quanto è complesso rea-
gire e farsi aiutare.
Per una donna senza lavoro e senza sicurezza economica, che ha dei figli
da crescere e che dipende materialmente dal marito, anche se aggredita costan-
temente, non è facile uscire dalla violenza. Ma il primo passo è quello di far
comprendere che non sono sole.
Fonte: https://www.comune.veduggioconcolzano.mb.it
9. Conseguenze
Il risultato più immediato della violenza fisica è naturalmente il danno
somatico procurato alla vittima, di varia gravità fino a rappresentare la causa di
morte della stessa.
Meno visibili e pertanto più difficili da riconoscere sono tuttavia i danni
psicologici ed emotivi causati dalle varie forme di violenza, sia fisiche che
appunto psicologiche ed emotive (peraltro quasi sempre embricate).
Le conseguenze psichiche più frequenti sono lo sviluppo di ansia, depres-
sione, disturbi del sonno, disturbo da stress post-traumatico.
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