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DOTTRINA



             6.  I fattori di rischio della violenza domestica
                  Perché una persona è vittimizzata dal proprio partner? Naturalmente non
             esiste una sola causa ma è possibile elencare una serie di fattori di rischio :
                                                                                   (27)
                  ➢ Stress: la capacità di coping, di fronteggiamento da parte di una coppia di
             coniugi  dei  fattori  stressogeni  (problemi  economici,  di  organizzazione  degli
             orari e dell’educazione dei figli, ecc.) può esitare in un accordo oppure in un’ag-
             gressione psicologica o peggio in una fisica;
                  ➢ Convivenza: la violenza è più frequente e più severa al di fuori del matri-
             monio, in coppie conviventi. È stato ipotizzato che tali coppie possano essere
             meno stabili e meno protette dal contesto sociale (famiglie di origine, amici);
                  ➢ Tendenza alla dominanza, all’abuso di potere fisico, psicologico, economi-
             co, da parte di uno dei partner;
                  ➢ Patriarcato: l’interiorizzazione di una tradizione sociale fondata sul con-
             trollo da parte del capo famiglia sugli altri membri, donne e figli, o peggio la
             perdurante  imposizione  in  alcune  società  di  tali  convenzioni  sociali,  sembra
             “autorizzare” l’uso della violenza;
                  ➢ Apprendimento Sociale (Social learning): secondo le teorie dell’apprendimen-
             to sociale i bambini che crescono in contesti famigliari violenti o trascuranti
             hanno un rischio maggiore sia di diventare abusanti che abusati;
                  ➢ Disabilità: diversi studi hanno confermato come uno status di disabilità, sia
             per problematiche fisiche che psichiche, incrementi il rischio di vittimizzazione;
                  ➢ Contesto ambientale: ci sono diverse variabili implicate nella correlazione
             tra un contesto ambientale svantaggiato e l’incremento del rischio di vittimizza-
             zione, dallo scarso supporto alla crescita emotiva e culturale, al bisogno di emu-
             lazione e di accettazione nei gruppi. Un ulteriore indicatore è la ridotta “effica-
             cia collettiva”  di tali contesti, ovvero della capacità collettiva di esercitare un
                          (28)
             aiuto e un controllo emotivo sui singoli componenti o sui gruppi familiari;
                  ➢ Stili di vita rischiosi: alcuni stili di vita espongono a un maggior rischio di
             vittimizzazione, in particolare la frequentazione di soggetti noti per essere dei
             criminali e l’abuso di alcol e droghe. Per quanto riguarda la frequentazione dei
             criminali, non vi sono differenze significative tra i sessi ovvero a essere deter-
             minante è il tempo trascorso in compagnia dei suddetti. Riguardo al consumo
             di  alcol  e  droghe,  è  ormai  accertato  in  letteratura  che  gli  autori  di  violenza
             domestica hanno un consumo maggiore delle stesse .
                                                               (29)

             (27)  Leah E. DAIGLE, Victimology: the essentials, Sage Publications, 2020.
             (28)  Albert BANDURA, W. H. FREEMAN, Richard LIGHTSEY, Self-efficacy: The exercise of  control, 1999.
             (29)  Kathryn D. SCOTT, John SCHAFER, Thomas K. GREENFIELD, The role of  alcohol in physical
                  assault perpetration and victimization, Journal of  Studies on Alcohol, 1999, 60.4: 528-536.

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