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DOTTRINA
percettivo del minore) che indirette (quando il minore viene a conoscenza delle
violenze o ne percepisce le conseguenze). Assistere a scene violente nel proprio
contesto familiare può provocare problematiche a vari livelli. I piccoli che sono
ripetutamente esposti a modalità relazionali violente possono apprendere che
l’uso della violenza è normale nelle relazioni affettive e di conseguenza imparare
il disprezzo per le donne (bambini) o interiorizzare la svalutazione (bambine),
nonché identificare le relazioni affettive con le relazioni di sopraffazione, strut-
turando così modalità aggressive .
(23)
Studi scientifici evidenziano come la violenza assistita sia un’esperienza
(24)
dolorosa per il bambino e sconvolgente, poiché incide negativamente sul suo
sviluppo psico-fisico, fino a compromettere le sue aree evolutive. È importante
dunque che gli operatori che si occupano di violenza sulle donne e nello speci-
fico di violenza domestica, non limitino il proprio intervento alla diade perpe-
tratore-vittima, ma estendano l’aiuto a tutto il contesto familiare al fine di evi-
tare di trascurare la vittima-testimone. Oltre all’esperienza indiretta, i bambini
possono a loro volta essere vittime dirette primarie o secondarie, ovvero vittime
della stessa figura abusante delle madri o proprio di queste ultime.
“A., una giovane donna, vittima da anni di maltrattamenti domestici, così
descrive una di queste situazioni: G. aveva cinque anni, non stava mai fermo,
buttava i giochi all’aria, forse per attirare la mia attenzione, ma io non avevo
tempo, dovevo preparare la cena e se non era tutto in ordine, erano botte. Più
gli dicevo di smetterla più continuava, allora io urlavo e urlavo, e spesso lo pic-
chiavo, ero nervosa e avevo paura che lui tornasse e trovasse tutta quella con-
fusione” .
(25)
5. Il Ciclo della Violenza
Nel 1979 Lenore Edna Walker, psicologa americana tra le prime a studiare
il fenomeno della violenza domestica, nel suo libro più famoso The Battered
Woman, la donna maltrattata, descrive un modello di sviluppo ciclico della vio-
lenza osservato frequentemente nei rapporti di coppia. Parlando appunto di
“ciclo dell’abuso” la Walker descrive un suo sviluppo in quattro fasi. La prima
è la fase dell’accumulo, in cui cominciano a verificarsi tensioni con il partner che
si protraggono anche per lunghi periodi.
(23) Peter G. JAFFE, David A. WOLFE, Susan KAYE WILSON, Children of battered women, Sage
Publications, Inc., 1990.
(24) Timothy E. MOORE, Debra J. PEPLER, Correlates of adjustment in children at risk, 1998.
(25) Marie-France HIRIGOYEN, Molestie morali. La violenza perversa nella famiglia e nel lavoro, 2000.
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