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DOTTRINA
In tal senso si avrebbe certamente un controllo parziale. Ma, ci si rifletta,
pur sempre in grado di imporsi su aree popolose come decine di paesi (si pensi
al caso di Ostia, da sola - demograficamente - quasi un terzo di Catania o la
metà di Reggio Calabria). Rientrano dunque in questa tipologia le aree in cui si
è affermato in certi periodi il potere dei clan Fasciani (Carmine e Giuseppe
Fasciani, con “giurisdizione” da San Paolo a Ostia), Senese (Michele Senese, est
e sud-est), Casamonica (Giuseppe Casamonica, Tuscolano e Anagnina) e dello
stesso Carminati (centro e nord) . E proprio il caso di quest’ultimo è in pro-
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posito illuminante: poiché le modalità con cui egli riceveva con regolarità e alla
luce del sole sodali e postulanti nei bar di corso Francia o dell’Eur sembrano,
lette sugli atti di “Mondo di mezzo”, una fedele replica dei rapporti di potere
rilevati nei luoghi, del Sud ma anche del Nord , in cui si è stabilmente radicata
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l’autorità di un’organizzazione mafiosa. Il modello misto prevede però anche
una seconda (e sul piano teorico inedita) componente, ossia il controllo di estesi
sottosistemi sociali, operanti in quelli che possiamo definire territori-edifici, in
cui rientrano anche i luoghi formalmente destinati al servizio pubblico o a cause
di utilità sociale (come l’accoglienza degli immigrati). Sottosistemi privati e pub-
blici, in cui il gioco delle intimidazioni e degli assoggettamenti-dipendenze per-
sonali, e delle relative omertà, si è andato strutturando negli anni. Uffici comu-
nali, provinciali e regionali; municipi; cooperative, associazioni; studi professio-
nali, uffici finanziari, gabinetti politici; “cittadelle” di servizi; tutti funzionaliz-
zati a interessi di parte o di più parti coalizzate tra loro. Si tratta di “edifici” talo-
ra più popolosi di celebri capitali di ‘ndrangheta o camorra che diventano
anch’essi “porzioni di territorio” e che, grazie a mediazioni professionali, poli-
tiche e criminali, sviluppano relazioni funzionali con i luoghi del controllo tra-
dizionale, come quello di Anagnina, regno dei Casamonica, o quello di Ostia,
su cui impera Mafia Litorale . Con Carminati che rappresenta, insieme, la tra-
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dizione (la vecchia organizzazione) e la novità (il network). Nell’esercizio effi-
ciente di queste relazioni il nucleo del metodo mafioso, la violenza, resta la
risorsa decisiva.
Ma è risorsa ultima, perché il modus operandi usualmente riscontrato dai
magistrati si fonda largamente e perfino al di là dell’immaginabile sulla risorsa
della corruzione.
(53) Lirio ABBATE, I quattro re di Roma, in L’Espresso, 12 dicembre 2012.
(54) Sull’argomento si veda Ilaria MELI, La geografia degli incontri di ‘ndrangheta in Lombardia, in Polis,
XXIX, n. 3, dicembre 2015. Lo studio è stato realizzato sugli atti dell’inchiesta “Crimine-
Infinito” del 2010, condotta congiuntamente dalla Direzione Distrettuale Antimafia di
Milano e dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, guidata al tempo proprio da
Giuseppe Pignatone, e, in veste di vice, da Michele Prestipino.
(55) Nando DALLA CHIESA, Mafia Litorale. La spiaggia è riservata alle famiglie, in Il Fatto Quotidiano, 14
agosto 2015.
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