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LA CRIMINALITÀ MAFIOSA A ROMA. SCENARI DI INIZIO MILLENNIO
Ecco quindi il nuovo modello misto, elaborato spontaneamente dalla real-
tà: non più la congiunzione paesi-aree urbane, come in alcuni mandamenti
palermitani; ma la congiunzione aree urbane-edifici/ambienti urbani; ovvero
l’integrazione di territori geografici e territori-edifici.
Il vastissimo materiale empirico raccolto dall’inchiesta “Mafia Capitale”, al
di là delle conclusioni giudiziarie, va accolto dunque come un grido d’allarme
sulla formazione strisciante, nel contesto metropolitano soprattutto romano, di
nuovi modelli mafiosi analizzabili correttamente solo con un dinamismo inter-
pretativo pari a quello creativo delle organizzazioni criminali. Ed è questo lo
sfondo di prospettiva che è giusto assegnare alla nostra analisi. Sapendo che su
questo sfondo “a rete”, come già si è visto, si muovono poi con proprie strate-
gie sia le mafie tradizionali sia le mafie autoctone. La chiave di lettura che appa-
re più adeguata è insomma quella fin qui emersa di un pluralismo criminale con
forme di interazione/integrazione variabili.
6. Un quadro di sintesi. Pluralismo di fasi, pluralismo di attori
A questo punto è possibile provare a risistemare concettualmente nel
tempo le diverse fasi della storia del fenomeno mafioso a Roma, recuperando
anche il nostro precedente contributo su questa “Rassegna” . Si tratta di fasi
(56)
che per un verso possiedono una loro sequenzialità temporale, ma che per altro
verso tendono a sovrapporsi e in ogni caso a non esaurirsi mai totalmente. Le
assumeremo dunque come quelle meglio in grado di scandire la storia romana
sotto il profilo che ci interessa. Vi è una prima fase che possiamo datare dalla
metà degli anni Cinquanta ai primi anni Settanta. È quella in cui con sempre
maggiore ampiezza di protagonisti e di percorsi Cosa Nostra siciliana punta ad
avvolgere la capitale e a inserirsi nei gangli della sua vita pubblica. Essa va dal
ruolo-ponte di Frank Coppola a Pomezia allo scandalo della nomina di Natale
Rimi ai vertici delle strutture di controllo della neonata Regione Lazio.
È una fase che vede impegnate diverse figure di prestigio di Cosa Nostra
grazie a un ordito giudiziario-politico-amministrativo che sembra applicare alla
capitale una sapienza antica, accumulata secolarmente nella costruzione del
potere mafioso nella Sicilia occidentale. Si ha dunque un fenomeno mafioso che
è chiaramente di importazione, che esprime un progetto di conquista dall’ester-
no e che replica su scala più larga un precedente metodo di costruzione e
gestione del potere .
(57)
(56) Vedi nota 1.
(57) Per un approfondimento delle prime tre fasi si rinvia alla prima parte di questo saggio, pub-
blicata nel già citato Nando DALLA CHIESA, Ilaria MELI, Le mafie a Roma. Una storia a strati. Dal
dopoguerra al Duemila, in Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, 2020, n. 3, pagg. 13-38.
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