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OSSERVATORIO INTERNAZIONALE



                  Simbolica la Dottrina Truman (12 marzo 1947), che fonda il suo significa-
             to globale sulla specifica e dichiarata impotenza di Londra nel contrasto del
             comunismo in Grecia e Turchia. I russi, a differenza di ciò che faranno poi in
             Africa e in America latina, non attuarono una concreta opera di penetrazione
             nell’area, e solo con la Siria si avviò un buon legame. È difficile stabilire quanto
             la prevalente appartenenza islamica delle popolazioni locali abbia fatto da scudo
             contro la seduzione del marxismo-leninismo, che pure ebbe un ruolo, magari
             modesto, in Iraq e in Siria. Di certo, laddove il buon cittadino è inscindibilmen-
             te anche il buon credente e viceversa, l’ateismo sovietico non trovava terreno
             fertile di crescita, comunque gli alleati anglo-americani commisero il grossolano
             errore,  nel  clima  di  isteria  proprio  della  guerra  fredda,  di  identificare  nella
             minaccia sovietica il problema più grave del Medio Oriente.
                  Oltre alla condivisione di una visione sbagliata con gli Stati Uniti, gli ingle-
             si mantennero anche a lungo, nella loro politica mediorientale, un atteggiamen-
             to vetero-colonialista, intriso di paternalismo vittoriano, che aggravò ulterior-
             mente la già citata scarsa determinazione a comprendere le minacce intrinseche
             dell’area. Alla politica di Washington e di Londra, sia pure con sfumature diver-
             se, “sfuggivano problemi di grande portata per i popoli del Medio Oriente, pro-
             blemi privi di significato se inseriti nella visione occidentale della guerra fredda,
             ma indispensabili per comprendere il contesto regionale in cui si pretendeva di
             operare” .
                     (8)
                  E così, negli anni Cinquanta, chi fra noi occidentali era in grado di avere
             un peso politico reale nel Medio Oriente si dilettava a proporre piani di difesa
             anti-sovietici,  destinati  a  nascere  morti  o  moribondi:  Middle  East  Defense
             Organization (MEDO),  Middle  East  Command (MEC), Patto di Baghdad
             (CENTO, dal 1959, dopo l’uscita dell’Iraq). Emblematica la pessima progetta-
             zione di quest’ultimo che, dal 1955, metteva insieme il nazionalismo turco con
             la dipendenza ai britannici dell’Iraq (ancora per poco…), con la sudditanza agli
             Stati Uniti dell’Iran di Reza Pahlavi e con il timore del Pakistan non tanto nei
             confronti dei sovietici, quanto della vicina India. A suggellare il tutto, quale
             disperato bisogno di controllo diretto, l’adesione britannica, con gli alleati nor-
             damericani a tentare inutilmente di dissuadere Londra da tale partecipazione,
             davvero di pessimo gusto, imposta a un’alleanza di sicurezza regionale dall’ex
             potenza  dominante.  Unico  risultato  conseguito  dal  Patto  fu  l’irrisione  del
             mondo arabo, ben coordinata dal leader egiziano Nasser. Il grande disegno di
             collegare, in termini geopolitici, la sicurezza antisovietica dell’Europa (NATO)
             con quella dell’estremo oriente/Pacifico (SEATO, ANZUS) resterà irrealizzato.
             (8)  V., DONNO, pag. 6.

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