Page 223 - Layout 2
P. 223
UNO SGUARDO SULL’INSTABILITÀ DEL MEDIO ORIENTE
Sono evidenti collegamenti fra tale ambito e il concetto di “Mediterraneo
allargato”, ora molto utilizzato dagli studiosi . Non va mai dimenticato che
(1)
Venezia costruì la fortezza di Palmanova, nella pianura friulana sull’estremo
finire del cinquecento, proprio per fermare gli ottomani, sebbene ciò si sia poi
rivelato inutile. Rallentata a Lepanto (1571) e fermata a Vienna (1683), l’espan-
sione di quel grande impero si trasformò in ritirata di lungo periodo ed esso
uscì di scena quale sviluppo della Prima guerra mondiale, dopo che le cancelle-
rie europee avevano da lungo tempo bollato l’impero come “l’uomo malato
d’Europa”, dal destino segnato.
2. Una pesante eredità ottomana
L’appartenenza di questi immensi territori, sia pure abbondantemente
diversificata nel tempo ma comunque plurisecolare, all’impero ottomano, ci
suggerisce una prima, generale chiave di lettura della difficoltà di stabilire
modelli di convivenza civile pacifica, democratica e condivisa, in quelle regioni.
A dirla secca: la democrazia non è nel DNA dei paesi ex-ottomani. Il modello
di potere, esercitato dal gruppo dominante non-arabo insediato a
Costantinopoli per molti secoli, era del tutto lontano da ciò che andava fatico-
samente maturando in Europa, verso il sistema parlamentare, sia pure in stati
quasi esclusivamente monarchici. Immaginandoci alla fine del settecento, è
impressionante pensare alla figura del “capo supremo”, dell’impero ottomano
e dell’islam, rispetto al pari grado statunitense, appena delineato dalla
Costituzione di Filadelfia. Lasciando la fantasia, è comunque facile constatare
come l’impero ottomano non abbia costituito una scuola ottimale per formare
le popolazioni alla moderna democrazia. Il ricambio del potere, in quei contesti,
poteva essere immaginato solo attraverso la violenza. Arbitrio e mancanza di
limiti erano la regola, proprio per chi deteneva il potere. Il ritardo di secoli,
rispetto all’occidente, lungo tale faticoso progresso, aiuta certo a intuire la natu-
rale propensione degli attori statuali post-ottomani a riproporre governi auto-
ritari o qualcosa di simile, nonostante innegabili fenomeni di modernizzazione
nell’ambito del diritto .
(2)
Anche la Turchia, affossatrice dell’impero ottomano nei primi anni Venti
del Novecento, a quasi un secolo di distanza, trascorso sulla scia del pensiero
laico e occidentalizzante di Mustafà Kemal, sta ora volgendo a una sorta di neo-
ottomanesimo.
(1) V., ad esempio, DI CECCO.
(2) V. ALUFFI BECK PECCOZ.
217

