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I DELITTI DI “QUASI CORRUZIONE”
Proprio questi ultimi reati sono stati oggetto di crescente attenzione nel
contrasto dei più gravi delitti contro la Pubblica Amministrazione, anche per-
ché, come sottolineato da più parti, sono piuttosto labili i confini con l’attività
di lobbyng .
(4)
Come noto e come per lungo tempo auspicato da più parti, il contrasto
del fenomeno della corruzione necessariamente si sta concentrando non solo
sull’utilizzo di strumenti di politica penale in senso stretto bensì sempre più
anche su politiche criminali preventive, pensiamo all’introduzione proprio
della responsabilità degli enti per quanto attiene l’ambito privato e all’obbligo
dei piani anticorruzione nelle Pubbliche amministrazioni (introdotto dalla
legge n. 190/2012) .
(5)
Tuttavia, la stessa prospettiva «tradizionale» penalistica ha fatto notevoli passi
in avanti, non solo attraverso l’irrigidimento del trattamento sanzionatorio (pen-
siamo tra l’altro alle nuove misure patrimoniali come la confisca per sproporzione
di cui all’art. 240-bis c.p.) ma anche mediante la nuova incriminazione o comunque
il perfezionamento della disciplina di molteplici fatti prodromici o comunque limi-
trofi alla corruzione, che possono essere definiti di «quasi corruzione».
2. I fatti di “quasi corruzione” dei pubblici ufficiali
2.1 L’istigazione alla corruzione dopo la legge n. 86/1990
Partendo dall’ambito pubblico, fra le fattispecie di «quasi corruzione», si
può fare riferimento innanzitutto all’istigazione alla corruzione e all’abuso
d’ufficio.
La prima fattispecie è contemplata dall’art. 322 c.p. e rappresenta a tutti gli
effetti un tentativo unilaterale di corruzione, la cui necessità nel nostro ordina-
mento è stata resa necessaria sia per derogare espressamente all’art. 115 c.p.
(che prevede che l’istigazione non accolta non sia punibile) sia, per parte della
dottrina, per ovviare all’impossibilità di applicare a casi di sollecitazione unila-
terale della corruzione la disciplina del tentativo (art. 56 c.p.) la quale deve
(4) V., in argomento, VENEZIANI, Lobbismo e diritto penale, Il traffico di influenze illecite, in Cass. pen.,
2016, 1306; SCAROINA, Lobbyng, in Dir. Pen. Processo, 2016, 6, 811; ALAGNA, Lobbying e diritto
penale. Interessi privati e decisioni pubbliche tra libertà e reato, Torino, 2018, 181 ss.; TARATINO, Il
traffico di influenze illecite nel contesto della frammentata regolamentazione italiana del lobbyng, in Società,
2018, 4, 497 ss.
(5) Sul tema della prevenzione dei delitti contro la Pubblica Amministrazione in ambito privato e
pubblico cfr., A. ROSSI, I piani per la prevenzione della corruzione in ambito pubblico e i modelli 231 in
ambito privato, in Dir. Pen. Processo, 2013, 44; B. G. MATTARELLA, PELISSERO, La legge anticorruzione.
Prevenzione e repressione della corruzione, Torino, 2013, 419 ss.; ANDREAZZA, Il traffico di influenze: tra
prevenzione e repressione, in CINGARI (a cura di), Corruzione: Strategie di contrasto, Firenze, 2013, 91.
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