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IL CONTROLLO GIUDIZIARIO DELLE AZIENDE



                     Sono emersi gli straordinari punti di forza delle misure di prevenzione
               patrimoniali  non  ablatorie,  laddove  permettono  di  incidere  sulla  pressione
               mafiosa, distinguendo tra l’impresa criminale e quella lecita ma “occasional-
               mente” delinquente.
                     Le misure permettono di colpire quell’area grigia compresa tra i due poli
               della non rilevanza in ambito preventivo e della impresa mafiosa.
                     Lo stato di assoggettamento, l’agevolazione, occasionale e non, inqua-
               drano vari tipi di legami che denotano, utilizzando le parole di Antonino
               Calderone, una cultura di “amicizie”, “conoscenze” e di successive “obbli-
               gazioni”.
                     È il capitale sociale la vera forza di queste organizzazioni, capaci di conti-
               nuare ad operare nei contesti originari e di adattarsi a nuovi territori, utilizzando
               reti di relazioni informali per il conseguimento dei propri fini.
                     Significativo  è  che  nei  territori  di  espansione  della  criminalità  mafiosa
               siano spesso gli esterni all’organizzazione a chiederne la collaborazione e la for-
               nitura dei relativi “servizi”.
                     L’analisi dei rapporti di contiguità tra mafia ed imprenditoria si tradu-
               ce, per la configurabilità delle norme esaminate, nella ricerca di elementi di
               fatto che denotino le condizioni di intimidazione o assoggettamento tipi-
               che del metodo mafioso o di agevolazione dell’attività delle predette asso-
               ciazioni.
                     Questi elementi, emergendo sia nel corso delle indagini patrimoniali sia in
               quelle “classiche”, possono consentire un accertamento anche ad organi inve-
               stigativi meno strutturati. Non sono richieste complesse attività di investigazio-
               ne sul piano patrimoniale, come quelle previste per il sequestro finalizzato alla
               confisca per sproporzione.
                     Intervenire con queste misure permette di depurare concretamente i com-
               pendi aziendali da incrostazioni ed inquinamenti mafiosi, evitando che possano
               infettare tutto il sistema e andando a «“coprire” tutti i segmenti comportamen-
               tali che il soggetto criminale può porre in essere per acquisire potere e consensi,
               soprattutto nelle trame più fragili della realtà imprenditoriale» .
                                                                           (39)
                     In chiave strategica, rimane invariata la possibilità di non escludere il
               classico intervento “espropriativo”: l’esplicita previsione, nel percorso desi-
               gnato dalla misura, dell’eventuale confisca al sopraggiungere dei relativi pre-
               supposti, rende la strada della (iniziale) non ablazione del patrimonio a dop-
               pia uscita.

               (39)  PERONACI, Dalla confisca al controllo giudiziario delle aziende: il nuovo volto delle politiche antimafia, in
                     Giur. Pen., Fasc. 9/2018, pag. 23.

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