Page 139 - Layout 2
P. 139
IL CONTROLLO GIUDIZIARIO DELLE AZIENDE
Sono emersi gli straordinari punti di forza delle misure di prevenzione
patrimoniali non ablatorie, laddove permettono di incidere sulla pressione
mafiosa, distinguendo tra l’impresa criminale e quella lecita ma “occasional-
mente” delinquente.
Le misure permettono di colpire quell’area grigia compresa tra i due poli
della non rilevanza in ambito preventivo e della impresa mafiosa.
Lo stato di assoggettamento, l’agevolazione, occasionale e non, inqua-
drano vari tipi di legami che denotano, utilizzando le parole di Antonino
Calderone, una cultura di “amicizie”, “conoscenze” e di successive “obbli-
gazioni”.
È il capitale sociale la vera forza di queste organizzazioni, capaci di conti-
nuare ad operare nei contesti originari e di adattarsi a nuovi territori, utilizzando
reti di relazioni informali per il conseguimento dei propri fini.
Significativo è che nei territori di espansione della criminalità mafiosa
siano spesso gli esterni all’organizzazione a chiederne la collaborazione e la for-
nitura dei relativi “servizi”.
L’analisi dei rapporti di contiguità tra mafia ed imprenditoria si tradu-
ce, per la configurabilità delle norme esaminate, nella ricerca di elementi di
fatto che denotino le condizioni di intimidazione o assoggettamento tipi-
che del metodo mafioso o di agevolazione dell’attività delle predette asso-
ciazioni.
Questi elementi, emergendo sia nel corso delle indagini patrimoniali sia in
quelle “classiche”, possono consentire un accertamento anche ad organi inve-
stigativi meno strutturati. Non sono richieste complesse attività di investigazio-
ne sul piano patrimoniale, come quelle previste per il sequestro finalizzato alla
confisca per sproporzione.
Intervenire con queste misure permette di depurare concretamente i com-
pendi aziendali da incrostazioni ed inquinamenti mafiosi, evitando che possano
infettare tutto il sistema e andando a «“coprire” tutti i segmenti comportamen-
tali che il soggetto criminale può porre in essere per acquisire potere e consensi,
soprattutto nelle trame più fragili della realtà imprenditoriale» .
(39)
In chiave strategica, rimane invariata la possibilità di non escludere il
classico intervento “espropriativo”: l’esplicita previsione, nel percorso desi-
gnato dalla misura, dell’eventuale confisca al sopraggiungere dei relativi pre-
supposti, rende la strada della (iniziale) non ablazione del patrimonio a dop-
pia uscita.
(39) PERONACI, Dalla confisca al controllo giudiziario delle aziende: il nuovo volto delle politiche antimafia, in
Giur. Pen., Fasc. 9/2018, pag. 23.
137

