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CONTRIBUTI DALL’ARMA
SOMMARIO: 1. La corruzione “in nome del popolo”. - 2. I servizi pubblici: una disciplina mai
terminata. - 3. Le società a partecipazione pubblica: testo unico e criticità emergenti.
- 4. Il sistema di prevenzione. - 5. Le misure sanzionatorie. - 6. Inefficienze e proposta
legislativa. - 7. Modalità operative suggerite.
1. La corruzione “in nome del popolo”
“Guardate che noi ... se ACCAM gestisce in proprio risparmia due milioni ... due
milioni e mezzo ... che è il ... diciamo, il profitto che la società ... che ... (incomprensibile si
accavallano le voci) ... capito?! Allora tu capisci che domani mattina non do ... non do lavori
per sei milioni di caldaia e in più gli garantisco due milioni e mezzo di utile alla società di ...
(inc.le)... perché i due milioni e mezzo di utile sono i soldi che pagano i cittadini, no?! ” .
(1)
La corruzione in nome del popolo. Quello sopra riportato è lo stralcio del-
l’intercettazione di un notabile del panorama politico lombardo che spiega al suo
interlocutore la strategia amministrativa da adottare, fatta di turbative d’asta, tan-
genti, conferimenti di incarichi ad hoc per creare una struttura “efficiente” che
possa portare al risparmio di risorse pubbliche. Una politica “virtuosa” potrem-
mo dire, che mette il soddisfacimento dei bisogni della collettività al primo posto.
Il quadro paradossale delineato è sintomo di una deviazione culturale ormai
ben radicata nel nostro Paese, immagine di un sistema politico super leges che tutto
può, noncurante dei principi fondamentali dell’ordinamento su cui ogni cosa
dovrebbe reggersi. L’imparzialità e la buona amministrazione diventano chimere,
così come la separazione tra potere politico e amministrativo, in una struttura
fatta di commistioni continue in cui l’espressione della maggioranza politica del
luogo riesce a posizionare persone di fiducia nelle cariche amministrative, spesso
semplici “teste di legno” prive di qualsivoglia autonomia, così strumentalizzando
l’esercizio del potere a interessi parziali, in una concatenazione di eccessi e abusi
che rendono spesso difficile l’individuazione del confine tra il legittimo e l’illegit-
timo. Il coacervo di atti leciti e illeciti sposta il focus della corruzione dal fatto-
reato del singolo pubblico ufficiale alla contaminazione di tutta la struttura pub-
blica: è la cosiddetta “corruzione istituzionale” . La degenerazione dello svolgi-
(2)
mento dell’attività amministrativa porta a considerare i fenomeni corruttivi quali
atti necessari per chi chiede l’intervento del pubblico potere, come se la fornitura
di un servizio, piuttosto che l’esecuzione di un’opera, non fosse dovuta in virtù
del raggiungimento dell’interesse della collettività, ma fosse una prestazione del
funzionario a titolo di mero favore. Una privatizzazione della funzione pubblica
che svuota di significato l’aulico fine cui i pubblici uffici sono preposti.
(1) Ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, rif. n. 33490/16 RGNR.
(2) CANTONE, Corruzione e Anticorruzione dieci lezioni, Milano, 2018, pag. 25.
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