Page 276 - Rassegna 2019-3
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LIBRI



                                                      Maria Francesca di Gioia
                                         Disastro  Eternit.  Casale  Monferrato:  da  città
                                         dell’amianto a esperienza di mobilitazione collettiva
                                           Blu Oberdon Editore, 2018, pagg. 444, euro 28,00

                                            In  questo  libro,  Maria  Francesca  Di  Gioia,
                                         Membro dell’Istituto Italiano di Bioetica e Autrice
                                         del libro, “Disastro Eternit, Casale Monferrato: da
                                         città dell’amianto a esperienza di mobilitazione col-
                                         lettiva, rappresenta la dura realtà di Casale dove le
                                         vittime sono oltre duemila (molte le morti non cen-
                                         site).  I  cittadini  di  Casale  hanno  lottato  per  anni
                                         contro l’amianto, facendo diventare la città il simbo-
                                         lo mondiale della battaglia per la salvaguardia del-
                                         l’ambiente e dell’uomo.
                                            Nel testo viene ripercorsa la lotta contro l’amian-
            to attraverso lo studio di una mobilitazione riguardante la lotta al minerale killer,
            vengono riportate tante testimonianze attraverso le quali si comprende la dispera-
            zione e allo stesso tempo la forza delle persone, quella forza che si trova solo lot-
            tando, senza mai perdere la speranza e la lucidità. Prima dell’installazione della fab-
            brica Eternit, il lavoro a Casale era prevalentemente contadino, una vita faticosa,
            piena di sacrifici per le persone semplici ed umili di quella zona.
               L’apertura della fabbrica quindi voleva dire uno stipendio fisso, benessere, più
            tempo libero. Vi era grande euforia tra le persone, ma quelle stesse persone si
            accorsero molto presto che l’Eternit non era l’America ma l’inferno di Dante.
               Nella fabbrica c’era sempre tantissima polvere, spiega l’autrice, grazie alle inter-
            viste delle persone del posto, non si poteva mangiare neanche un panino che quella
            polvere si attaccava ovunque; sul cibo, nei vestiti, negli abiti da lavoro, sulla pelle.
               Di contro però non si poteva protestare perché si veniva ostacolati ed azzittiti
            ora con un licenziamento ora con una minaccia di trasferimento, per anni si è andati
            avanti così, chiudendo gli occhi per paura di perdere il lavoro, per paura di non poter
            mantenere la propria famiglia. Ben presto si iniziò a parlare di “tumore di Casale”,
            il mesotelioma colpì tutti senza distinzioni tra tute blu e colletti bianchi, una con-
            danna a morte lenta e dolorosa. E così iniziò la battaglia, lunga, dolorosa, difficile
            ma il coraggio delle persone, la determinazione, la caparbietà vennero premiati.
               Nel 1992 arriva la legge 257 che prevede la messa al bando dell’amianto in Italia,
            la  legge  in  questione  è  stata  anche  un  vittorioso  attacco  ai  colletti  bianchi  che
            hanno speculato sulla vita degli operai dell’Eternit e delle loro famiglie. Da qui poi
            si sono susseguite una serie di leggi, di iniziative, di proposte per tutelare la salute
            delle persone. L’esperienza di Casale dovrebbe far riflettere tutti, soprattutto per-
            ché, come spiega l’autrice, l’Italia è uno dei Paesi al mondo più colpiti dall’epidemia
            di patologie asbesto-correlate a causa dell’intenso uso di amianto e negli ultimi ven-
            t’anni sono stati rilevati 21.463 casi di mesotelioma.
                Oggi Casale da città dell’amianto è diventa la città più pulita dall’amianto grazie
            alle grandi battaglie e alla forza dei cittadini e questo, spiega l’autrice del volume,
            deve essere uno spunto e un esempio anche per altre realtà che spesso si trovano
            ad affrontare grandi disastri ambientali.
                                                                                Dottoressa
                                                                       Valentina Santoloci

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