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LIBRI
Maria Francesca di Gioia
Disastro Eternit. Casale Monferrato: da città
dell’amianto a esperienza di mobilitazione collettiva
Blu Oberdon Editore, 2018, pagg. 444, euro 28,00
In questo libro, Maria Francesca Di Gioia,
Membro dell’Istituto Italiano di Bioetica e Autrice
del libro, “Disastro Eternit, Casale Monferrato: da
città dell’amianto a esperienza di mobilitazione col-
lettiva, rappresenta la dura realtà di Casale dove le
vittime sono oltre duemila (molte le morti non cen-
site). I cittadini di Casale hanno lottato per anni
contro l’amianto, facendo diventare la città il simbo-
lo mondiale della battaglia per la salvaguardia del-
l’ambiente e dell’uomo.
Nel testo viene ripercorsa la lotta contro l’amian-
to attraverso lo studio di una mobilitazione riguardante la lotta al minerale killer,
vengono riportate tante testimonianze attraverso le quali si comprende la dispera-
zione e allo stesso tempo la forza delle persone, quella forza che si trova solo lot-
tando, senza mai perdere la speranza e la lucidità. Prima dell’installazione della fab-
brica Eternit, il lavoro a Casale era prevalentemente contadino, una vita faticosa,
piena di sacrifici per le persone semplici ed umili di quella zona.
L’apertura della fabbrica quindi voleva dire uno stipendio fisso, benessere, più
tempo libero. Vi era grande euforia tra le persone, ma quelle stesse persone si
accorsero molto presto che l’Eternit non era l’America ma l’inferno di Dante.
Nella fabbrica c’era sempre tantissima polvere, spiega l’autrice, grazie alle inter-
viste delle persone del posto, non si poteva mangiare neanche un panino che quella
polvere si attaccava ovunque; sul cibo, nei vestiti, negli abiti da lavoro, sulla pelle.
Di contro però non si poteva protestare perché si veniva ostacolati ed azzittiti
ora con un licenziamento ora con una minaccia di trasferimento, per anni si è andati
avanti così, chiudendo gli occhi per paura di perdere il lavoro, per paura di non poter
mantenere la propria famiglia. Ben presto si iniziò a parlare di “tumore di Casale”,
il mesotelioma colpì tutti senza distinzioni tra tute blu e colletti bianchi, una con-
danna a morte lenta e dolorosa. E così iniziò la battaglia, lunga, dolorosa, difficile
ma il coraggio delle persone, la determinazione, la caparbietà vennero premiati.
Nel 1992 arriva la legge 257 che prevede la messa al bando dell’amianto in Italia,
la legge in questione è stata anche un vittorioso attacco ai colletti bianchi che
hanno speculato sulla vita degli operai dell’Eternit e delle loro famiglie. Da qui poi
si sono susseguite una serie di leggi, di iniziative, di proposte per tutelare la salute
delle persone. L’esperienza di Casale dovrebbe far riflettere tutti, soprattutto per-
ché, come spiega l’autrice, l’Italia è uno dei Paesi al mondo più colpiti dall’epidemia
di patologie asbesto-correlate a causa dell’intenso uso di amianto e negli ultimi ven-
t’anni sono stati rilevati 21.463 casi di mesotelioma.
Oggi Casale da città dell’amianto è diventa la città più pulita dall’amianto grazie
alle grandi battaglie e alla forza dei cittadini e questo, spiega l’autrice del volume,
deve essere uno spunto e un esempio anche per altre realtà che spesso si trovano
ad affrontare grandi disastri ambientali.
Dottoressa
Valentina Santoloci
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