Page 242 - Rassegna 2019-2
P. 242

ATTUALITÀ E INFORMAZIONI



             a. La famiglia catanese di Cosa nostra
                  Cosa nostra in Sicilia Orientale, più che preoccuparsi del controllo militare
             del territorio, ha l’obiettivo di intercettare risorse economiche, gestendo interes-
             si di portata strategica, come la gestione degli appalti pubblici.
                  Di contro, in una sorta di outsourcing, gruppi dal profilo operativo meno
             evoluto, per non essere relegati ai margini del mercato criminale, accetterebbero
             di essere incorporati in più complesse strutture criminali mafiose. A questi ulti-
             mi sarebbero delegate attività illecite secondarie, specialmente in periferia, che
             si traducono in forme più rozze di pressione di tipo militare sul territorio.
                  Nel corso dell’ultimo trentennio il clan Santapaola ha perseguito una poli-
             tica di espansione della gestione delle attività illecite, irradiando i propri interes-
             si nel territorio della Sicilia Orientale e promuovendo alleanze con altre orga-
             nizzazioni criminali operative specialmente al di fuori del capoluogo (Laudani,
             Nardo, ecc.), nonchè entrando con altre in conflitto (Cursoti catanesi, Cappello,
             Sciuto) per la supremazia nel centro urbano catanese.
                  Nell’hinterland etneo sono infatti presenti altre consorterie criminali, nel
             tempo alleate o in contrasto con la famiglia del capoluogo: anche se esterne a
             Cosa nostra, tuttavia esse operano con lo stesso modello organizzativo e ricor-
             rendo alle stesse metodiche delle associazioni criminali di stampo mafioso e
             come tali, in buona sostanza, possono considerarsi. All’interno della cinta urba-
             na catanese il clan Santapaola si articola in gruppi operativi nella gran parte dei
             quartieri, dei rioni e delle frazioni del capoluogo.
                  Il clan riconosce un’autonomia organizzativa e decisionale a gruppi della cri-
             minalità organizzata locale, specialmente in periferia, rapportandosi con essi secon-
             do forme contrattuali di esternalizzazione e vero e proprio franchising criminale, rap-
             presentando un unicum nel panorama di Cosa nostra siciliana. In tal modo l’organiz-
             zazione mafiosa è in grado di aumentare le opportunità criminali e di estendere il
             controllo del territorio, trasferendo ad altri clan satellite ed in altri contesti geografici
             competenze non strategiche. È il caso di Adrano (gruppo Santangelo, interessato,
             nel 2018, dall’operazione Adranos); Paternò (gruppo Assinnata); Acireale (gruppo
             Sebastiano  Sciuto);  Bronte/Biancavilla  (gruppo  Mazzaglia-Toscano-Tomasello);
             Giarre (gruppo Brunetto) e Palagonia (gruppo Oliva).
                  Il clan Santapaola, ricompattato intorno ad un gruppo dirigente costituito
             da elementi delle famiglie D’Emanuele, Zuccaro e Mangion-Ercolano, manife-
             sta proiezioni verso la provincia di Messina: a Barcellona Pozzo di Gotto e a
             Messina (rappresentato dalla famiglia Romeo); per il tramite di referenti locali
             esercita il controllo sulla valle dell’Alcantara e sui comuni di Giardini Naxos,
             Taormina, Letojanni, Gaggi, Francavilla di Sicilia e Malvagna.


             240
   237   238   239   240   241   242   243   244   245   246   247