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ATTUALITÀ E INFORMAZIONI



                  Il clan dei Cursoti sarebbe allo stato diviso in due parti:
                  -  la prima, detta dei Cursoti milanesi perché dispone di un nutrito gruppo
             di soggetti già operanti a Milano, un tempo coagulata attorno ai boss Jimmy
             Miano e Giuseppe Garozzo Pippo u’ maritatu. In questo momento risulta lega-
             ta da alleanza ai clan Cappello, Sciuto Tigna e Piacenti Ceusi;
                  -  la  seconda,  detta  dei  Cursoti  catanesi,  saldamente  legata  al  clan
             Mazzei.
                  Squadre  del  clan  dei  Cursoti  operano  a  Catania,  Misterbianco,
             Fiumefreddo, Giarre e Piedimonte Etneo. È stata segnalata anche una propag-
             gine operativa del clan a Torino.
                  Privo di stabilità e di una leadership riconosciuta, debilitato dagli arresti
             e dalla divisione in gruppi autonomi, il clan sarebbe attraversato da tensioni
             riconducibili sostanzialmente ad una lotta interna per la conquista di posi-
             zioni  di  potere.  I  cursoti  milanesi  sono  stati  colpiti  dall’operazione  Final
             Blow (2015).
                  La sua parcellizzata e controversa organizzazione primitiva; il suo presti-
             gio criminale, che lo ha portato al centro di intrighi ed alleanze strategiche; la
             sua lunga storia, con interessi in ogni attività illegale; il suo continuo magmatico
             divenire; il clima di strisciante conflitto latente fra i clan Santapaola e Cappello,
             tradizionalmente federato con il clan dei Cursoti; il suo ruolo di bacino di alle-
             vamento, ove preparare la giovane delinquenza minorile, pronta a riversarsi in
             più strutturati clan mafiosi al termine di un periodo di apprendistato (molti
             capiclan  sono  stati  giovani  Cursoti,  come  nel  caso  di  Antonino  Puglisi  a’
             Savasta, Santo Mazzei Carcagnuso, Ignazio Bonaccorsi Carateddu), fanno del
             clan dei Cursoti l’ago della bilancia nell’ambito dei delicati e precari equilibri fra
             opposti clan nel Catanese.
                  Allo stato sarebbe in corso un progetto di rinnovamento della famiglia
             catanese di Cosa nostra, in accordo con le famiglie palermitane - talvolta insof-
             ferenti nei riguardi della gestione del clan Santapaola, critico nei confronti delle
             intransigenti posizioni assunte dai corleonesi -, disponibili a favorire una più
             forte rappresentanza a livello apicale della componente che fa capo alla famiglia
             Ercolano.
                  La finalità sarebbe quella di dare origine ad una seconda famiglia di Cosa
             nostra  a  Catania,  aggregando  esponenti  di  spicco  affiliati  ai  clan  Cappello,
             Strano e Squillaci Martiddina. L’intera operazione, ancora una volta, sarebbe
             condotta con la regia occulta della famiglia di Caltagirone, sempre al centro
             delle più complesse e delicate questioni strategiche interne a Cosa nostra in
             Sicilia Centro-Orientale.


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