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LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA IN SICILIA



               8. Provincia di Messina
                     Il panorama crimi-
               nale  è  caratterizzato
               dalla  sussistenza  di
               distinte aree d’influenza,
               nell’ambito  delle  quali
               operano strutture di tipo
               mafioso,  ciascuna  con
               caratteristiche  proprie,
               che  risentono  dell’in-
               fluenza di organizzazio-
               ni mafiose delle provin-
               ce  limitrofe.  In  partico-
               lare, si distinguono:
                     -  il  versante  tirrenico
               che,  dipartendosi  dai       Mappa tratta dalla Relazione semestrale della DIA
               margini  della  città  di
               Messina, si estende lungo il litorale settentrionale sino ai Nebrodi, ove si regi-
               stra  l’influenza  delle  famiglie  di  Barcellona  Pozzo  di  Gotto,  Mazzarrà
               Sant’Andrea, Milazzo e Terme Vigliatore. Si tratta di formazioni criminali mili-
               tarmente organizzate, collegate con famiglie di Cosa nostra di Palermo, San
               Mauro Castelverde (PA), Catania e Caltanissetta, che hanno assunto struttura-
               zione e sistemi operativi del tutto omologhi alle cosche palermitane. Le opera-
               zioni Vivaio, Zefiro, Icaro, Triade, Sistema 1 e 2, le sette Gotha e le Pozzo 1 e
               2 hanno accertato gli assetti ed interrotto la riorganizzazione dei clan operanti
               nel territorio;
                     -  la zona montana nebroidea, ove risultano presenti la famiglia mafiosa di
               Mistretta e sodalizi operanti nell’area di Tortorici (operazione Senza tregua);
                     -  il litorale jonico, che dalla periferia sud di Messina si estende sino al con-
               fine con la provincia di Catania e che risente di più intensi collegamenti con la
               mafia catanese e con la ‘ndrangheta calabrese. Si tratta di un’area d’influenza dei
               clan Cintorino e Brunetto (riconducibili alla famiglia Santapaola), nonché del
               gruppo capeggiato da Paolo Di Mauro (legato ai Laudani di Catania), che ope-
               rano su Taormina ed aree confinanti;
                     -  una quarta area, infine, è costituita dall’aggregato urbano del capoluogo
               provinciale, essendo posta nel punto di convergenza delle altre.
                     L’operazione Beta (2017) ha smantellato una cellula catanese, propaggine
               del clan Santapaola, operativa a Messina attraverso la famiglia Romeo.


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