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LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA IN SICILIA



                     Il futuro di Cosa nostra appare incerto perché continua a gravare sulla
               consorteria  un  senso  d’indeterminatezza:  non  è  stato  ancora  individuato  un
               chiaro meccanismo di successione a Riina e sono indefinite le stesse capacità
               della mafia a relazionarsi con nuovi attori, istituzionali e non, protagonisti in un
               mondo in via di rapido cambiamento.
                     Le principali vicende delle famiglie palermitane sono state evidenziate con
               le operazioni Gotha (2206), Perseo (2008) e Apocalisse (2014). I rinnovati con-
               tatti con Cosa nostra nordamericana, almeno a partire dal 2002, sono stati con-
               fermati dalle operazioni Old Bridge (2008), Romano-Adamita e Paesan Blues.
                     Più  recentemente,  le  operazioni  Nuova  Alba,  Borgo  Vecchio,  Falco  e
               Talea del 2017 e Game Over del 2018, hanno colpito, rispettivamente, il man-
               damento di Bagheria, ricostruendone i mutevoli equilibri interni, con riferimen-
               to  anche  alla  famiglia  di  Altavilla  Milicia;  la  famiglia  di  Palermo  -  Borgo
               Vecchio;  la  famiglia  palermitana  di  Santa  Maria  di  Gesù;  le  famiglie  di  San
               Lorenzo,  Partanna  Mondello,  Pallavicino/Zen,  tutte  appartenenti  al  manda-
               mento mafioso di San Lorenzo, nonché le famiglie di Resuttana, Acquasanta e
               Arenella (mandamento di Resuttana); la famiglia di Partinico.
                     L’operazione Cupola 2.0  (dicembre 2018) ha permesso di ricostruire una
                                            (4)
               mappa aggiornata degli organigrammi dei mandamenti mafiosi di Pagliarelli,
               Porta  Nuova,  Villabate,  Belmonte  Mezzagno,  San  Mauro  Castelverde  e
               Corleone, portando all’individuazione di quarantacinque appartenenti, a vario
               titolo, all’associazione mafiosa, fra i quali tre capimandamento e dieci, tra capi-
               famiglia, capidecina e consiglieri. Le investigazioni hanno consentito, inoltre, di
               identificare i mandanti e gli autori di ventotto vicende estorsive ai danni di com-
               mercianti e imprenditori del posto, nonché di stroncare sul nascere il tentativo
               di avviare la ricostituzione di una nuova Commissione palermitana.


               3. Provincia di Trapani
                     L’articolazione di Cosa nostra risulta essere suddivisa in quattro manda-
               menti,  composti  complessivamente  da  diciassette  famiglie,  che  esercitano  la
               propria influenza su uno o più centri abitati della provincia:
                     -  il  mandamento  di  Alcamo  comprende  tre  famiglie:  Alcamo,


               (4)   L’insofferenza  degli  uomini  d’onore  palermitani  per  lo  stato  di  quiescenza  della
                     Commissione e per l’assenza di un leader riconosciuto dall’intera organizzazione, che potesse
                     fungere da coordinamento tra i mandamenti, e la questione della riorganizzazione di cosa
                     nostra sono state argomento di precedenti indagini dei Carabinieri, confluite nelle operazioni
                     Oscar (2011), Pedro (2011), Sisma (2012), Argo (2013), Alexander (2013), Iago (2014), Reset
                     (2014), Panta Rei (2015), Brasca (2016) e Talea (2017).

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