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LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA IN SICILIA



               sua  attuale  opacità  ren-
               dono  difficoltosa  l’indi-
               viduazione  dei  centri
               decisionali nevralgici. In
               questa  fase  di  sbanda-
               mento,  con  una  Cosa
               nostra  privata  dei  suoi
               assetti di vertice, è infatti
               difficile delineare l’attua-
               le fisionomia e le possi-
               bili  linee  evolutive  del-
               l’organizzazione.
                     Crescono,  tuttavia,
               le possibilità che gruppi
               autonomi,  dotati  di  un
               proprio sostegno opera-
               tivo,  al  seguito  di  capi
               autoproclamatisi,  deci-
               dano di sovvertire equi-      Mappa tratta dalla Relazione semestrale della DIA
               libri consolidati per scalare posizioni interne di potere.
                     L’indebolimento dei Corleonesi ha privato Cosa nostra di un ordine chia-
               ramente riconoscibile. L’accennata posizione attendista rende oggettivamente
               difficile potersi sbilanciare nel prevedere quale sarà il nuovo ordine di cui si
               doterà, nel breve periodo, l’organizzazione. Va, comunque, sottolineato come:
                     - cosche del capoluogo, sembrerebbero contrarie ad essere rappresentate
               da un capo di Cosa nostra non palermitano e per questo contrapposte a fami-
               glie di altre province;
                     - permanga la contrapposizione di due correnti antagoniste: l’una, al ver-
               tice, più tradizionalista, un tempo riconducibile a Bernardo Provenzano, e l’al-
               tra, più intransigente e oltranzista, legata alla linea di Salvatore Riina;
                     - uomini d’onore che, a capo delle proprie famiglie, ambiscono a separarsi
               per costituirsi in mandamento autonomo ;
                                                       (1)
                     - sconfinamenti, indebite ingerenze, candidature autopromosse a cariche
               interne, costituiscano fattori che rappresentano una Cosa nostra meno compat-
               ta di un tempo, divisa da diffidenze e ataviche rivalità.
               (1)   L’operazione Grande Passo 3 consentiva, fra l’altro, di accertare come alcuni uomini d’onore
                     delle famiglie dell’Alto Belice, al confine tra le province di Palermo e Agrigento, scontenti
                     della gestione, nutrissero l’ambizione di costituirsi in un’articolazione autonoma, separando
                     i propri territori dal mandamento di Corleone per dare origine ad un nuovo mandamento.

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