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ATTUALITÀ E INFORMAZIONI
2. Provincia di Palermo
Le dinamiche di Cosa nostra palermitana, nonostante lo stato di crisi,
danno atto della perdurante rilevanza del potere delle famiglie, dei fermenti che
le pervadono, dell’interesse con il quale alle loro dialettiche interne guardano le
altre cosche dell’isola e della continuativa influenza di anziani uomini d’onore,
ancorchè detenuti. L’organizzazione mafiosa, come delineato anche nelle più
recenti “Relazioni semestrali” al Parlamento della DIA:
- permane in uno stato di rimodulazione degli assetti e dei territori su cui
insiste, con un ampliamento della competenza areale delle famiglie operativa-
mente più attive;
- nonostante l’opera di contrasto da parte dello Stato, testimonia ancora
una notevole potenzialità offensiva, pur continuando a perseguire una politica
di basso profilo e mimetizzazione;
- mantiene un’architettura imperniata su famiglie e mandamenti, nell’àm-
bito della quale i capi conservano la loro carica anche durante lo stato di deten-
zione, delegando l’ordinaria amministrazione a reggenti. Non è venuta meno la
consuetudine, quindi, anche se i confini e le norme circa la competenza territo-
riale sono interpretate in maniera più flessibile rispetto al passato;
- mostra fibrillazioni all’interno di alcune famiglie, conseguenti alla riconfigu-
razione organica, non sempre condivisa, a seguito di arresti e scarcerazioni di per-
sonaggi che hanno già ricoperto ruoli di vertice in seno alla stessa organizzazione.
L’attuale condizione di inoperatività della Commissione provinciale di
Palermo, la Cupola, dovuta al perdurare della reclusione della maggior parte dei
suoi componenti, tuttavia non esclude, da parte dei consociati, il riconoscimen-
to della vigenza delle decisioni da essa prese in passato, revocabili formalmente
solo con la deliberazione di una nuova Commissione.
Il potere effettivo di direzione ed elaborazione delle linee operative, una
volta rappresentato dalla Commissione, è ora esercitato da anziani uomini d’ono-
re, ai quali, pur in assenza di una formale nomina o investitura, e indipendente-
mente dalla carica ricoperta, viene riconosciuta un’autorità superiore ed una pre-
gnante influenza sul territorio. Le attività investigative confermano il quadro di un
fenomeno criminale certamente colpito, ma ancora pervasivo, che, in linea ten-
denziale, appare muoversi su due direttrici: quella affaristica, che opera in ambien-
ti capitalistico-finanziari, e quella che ricerca il controllo del territorio.
Mentre la prima, che si muove in aree nazionali ed internazionali, agisce in
maniera silente per riciclare i capitali illeciti, catalizzare sovvenzioni pubbliche,
indirizzare appalti e scelte industriali, la seconda, più di prossimità, ha la neces-
sità di affermarsi nelle aree dove nasce e si alimenta il suo potere.
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