Page 231 - Rassegna 2019-2
P. 231

LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA IN SICILIA



                     L’organizzazione,
               costantemente      alla
               ricerca  di  equilibri
               interni, in questa fase di
               transizione punta a rin-
               novarsi nella continuità
               funzionale  per  assicu-
               rarsi la sopravvivenza.
                     Diverse operazio-
               ni  anticrimine  hanno
               dimostrato  come,  una
               volta scarcerati, anziani
               boss,  anche  ultraottua-
               genari, abbiano ripreso
               il  loro  incarico,  dedi-
               candosi alla riqualifica-
               zione  delle  famiglie  di
               appartenenza  e  alla        Mappa tratta dalla Relazione semestrale della DIA
               riorganizzazione     di
               cosche decimate da arresti e pesanti condanne. In alcuni casi, la scarcerazione dei
               capimafia sembra essere addirittura attesa dagli altri uomini d’onore per la risolu-
               zione degli affari più importanti. Uno stato di cose probabilmente determinato
               dal fatto che i capi di Cosa nostra non sono riusciti a formare nuove leve in grado
               di governare l’organizzazione, i cui quadri dirigenti non hanno subito ricambi: i
               nomi dei protagonisti delle vicende giudiziarie degli ultimi decenni (in alcuni casi
               anche cinquant’anni) ricorrono costantemente. La detenzione è una parentesi che
               sospende solo momentaneamente i traffici e la gestione di attività delittuose.
                     Tra le regole ritenute attualmente imprescindibili, si segnalano la:
                     - limitazione delle ritualità (affiliazioni e presentazioni) e della circolazio-
               ne delle informazioni;
                     - scelta di sodali sicuri, preferibilmente appartenenti a famiglie di chiara
               tradizione mafiosa.
                     Cosa nostra palermitana, in sintesi, continuerebbe ad attraversare una fase
               di difficoltà dovuta all’assenza di un organismo direttivo con pieni poteri ope-
               rativi e strategici e tenderebbe, per questo, ad adottare soluzioni organizzative
               che riconsegnino una più ampia autonomia alle singole famiglie, funzionale a
               garantire un sufficiente livello di operatività anche in aree ove la presenza mafio-
               sa è stata pesantemente compromessa dalla repressione investigativo-giudiziaria.


                                                                                        229
   226   227   228   229   230   231   232   233   234   235   236