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LA BATTAGLIA DI SEDAN



                     Sulla base di tale sistema, sulla carta, le forze francesi potevano superare il
               milione di uomini in armi, cioè ben più degli effettivi prussiani. Ma, nella realtà
               dei fatti, riuscirono a disporre all’inizio del conflitto di poco più di 288mila unità.

               Armamenti ed equipaggiamenti
                     Risulta opportuno soffermarsi su due tipologie di armi che determineran-
               no, a seconda del caso e dell’utilizzo effettuato, la sconfitta o la vittoria durante
               tutta la campagna: il fucile e l’artiglieria.
                     I prussiani ebbero modo di utilizzare il conosciuto fucile Dreyse. La git-
               tata utile dell’arma, di circa duecentocinquanta metri, nel fuoco a raffica, era in
               grado  di  infliggere  perdite  anche  a  seicento  o  settecento  metri.  Un  ottimo
               risultato se si considera che i moschetti ad avancarica e canna liscia contempo-
               ranei restavano limitati a cento o al massimo duecento metri. La vera poten-
               zialità del fucile, comunque, era sicuramente la cadenza di fuoco. Un operatore
               addestrato poteva arrivare a tirare anche otto o nove colpi al minuto, almeno
               il triplo rispetto ad un fucile ad avancarica. Necessitando inoltre di meno mani-
               polazioni, risultava poco stancante da usare durante una sessione di fuoco pro-
               lungata.
                     I francesi poterono utilizzare lo Chassepot a retrocarica. L’arma, con il
               ritto  alla  massima  elevazione,  guardava  sino  a  duemilaquattrocento  metri  di
               distanza con una velocità alla bocca di fuoco che oscillava tra i 630 e i 700 m/s.
               Questi dati fanno comprendere come, in una battaglia qualsiasi, i fanti francesi
               muniti di quest’arma potessero fulminare i prussiani ben prima che questi potes-
               sero utilizzare i fucili Dreyse con una gittata che non superava i settecento metri.
               Un elemento interessante era rappresentato dalla velocità raggiunta dal proiettile
               e dagli effetti che le pallottole francesi producevano: lo stesso von Moltke pro-
               testò, accusando i francesi di usare palle esplosive (vietate sin dalla Convenzione
               di San Pietroburgo del 1868, primo esempio di trattato internazionale di diritto
               bellico). In realtà, le pallottole francesi erano in semplice piombo nudo, ma veni-
               vano sparate dagli Chassepots a velocità supersonica (400 m/s), il che generava
               un impatto talmente violento da causare ferite molto più gravi di quelle provo-
               cate dalle pallottole prussiane che, avendo una velocità subsonica (280 m/s),
               producevano effetti terminali ben più ridotti. Resta da chiedersi come mai i fran-
               cesi, sia nella battaglia di Sedan sia, in generale, in quasi tutto il conflitto, risul-
               tarono sconfitti pur disponendo di un’arma così superiore. La spiegazione risie-
               de ancora una volta nella scarsa capacità organizzativa, in particolare nel campo
               logistico, dei vertici del Comando dell’esercito francese che, non consci della
               realtà dei fatti, predisporranno, per un esercito di circa 288mila soldati, solo cin-
               quecentomila proiettili, con una media per soldato di circa 1,7 proiettili.


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