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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Anche in tale occasione Napoleone III aveva mancato di capacità di valu-
tazione, finendo con l’assecondare le istanze nazionaliste prussiane: era stato lo
stesso Imperatore francese a manovrare per coinvolgere la Prussia al fianco del
neoistituito Regno d’Italia contro il comune nemico austriaco, credendo così di
poter controllare, allo stesso tempo, sia la potenza austriaca sia quella prussiana.
Ma si sbagliava.
La seconda causa che comportò lo scoppio del conflitto fu un contesto
internazionale che si rivelò decisamente sfavorevole alla Francia di Napoleone
III e, di contro, indiscutibilmente benevolo nei confronti dei prussiani.
Le pretese avanzate da Napoleone III sul Belgio, sul Granducato di
Lussemburgo e sui territori della sponda sinistra del Reno non erano state par-
ticolarmente apprezzate dalla Prussia e dalle restanti potenze europee. Lo Zar
Alessandro II di Russia, che garantiva una solida amicizia ai prussiani, non
aveva gradito né gli esiti del Congresso di Parigi del 1856, che a seguito della
Guerra di Crimea gli avevano imposto la smilitarizzazione del Mar Nero, né il
sostegno francese in favore dei polacchi ribelli nella cosiddetta Rivolta di gen-
naio del 1863. Napoleone III, inoltre, con la sua politica navale in appoggio
all’espansione coloniale mondiale, aveva di certo preoccupato il Regno Unito
della regina Vittoria che, tra l’altro, aveva concesso in sposa la figlia maggiore a
quello che sarebbe divenuto il futuro kaiser di Germania, Federico III.
L’Imperatore francese, come se non bastasse, venne isolato dai suoi
potenziali alleati che, una volta iniziate le ostilità, decisero di optare per la neu-
tralità: da un lato l’Impero Austriaco temeva l’entrata nel conflitto della Russia
e dall’altro il Regno d’Italia di Vittorio Emanuele II, che nutriva sincere simpatie
nei confronti dei prussiani in seguito ai fatti del 1866, non aveva apprezzato che
i francesi continuassero a presidiare Roma nonostante gli accordi della
Convenzione di settembre del 1864. Infine, occorre sottolineare come anche
l’opinione pubblica giocasse un ruolo fondamentale, poiché sia in Francia sia in
Germania il clima risultò particolarmente favorevole alla guerra. Persino i diver-
si partiti francesi, ognuno chiaramente a sostegno della propria causa, risultaro-
no essere bendisposti nei confronti del conflitto; accaniti sostenitori della guer-
ra furono i bonapartisti autoritari capitanati dall’Imperatrice consorte, la con-
tessa spagnola Eugenia de Montijo, che aveva quale massima aspirazione quella
di rendere il più longevo possibile l’impero del marito Napoleone III. Anche i
repubblicani, in una dimensione diametralmente opposta rispetto ai fervidi
sostenitori dell’Imperatore, erano inclini alla guerra non solo in virtù di quel
patriottismo tipicamente francese, ma anche, e soprattutto, poiché intendevano
rovesciare il regime napoleonico e guardavano alla guerra contro la Prussia
come a un momento di crisi di cui poter eventualmente approfittare.
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