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LA BATTAGLIA DI SEDAN
La sua mente brillante lo distingue(va) nettamente dai suoi contempora-
nei”. In effetti è possibile scorgere la sua caratteristica traccia anche nelle stra-
tegie militari messe in atto non solo durante la Prima guerra mondiale ma addi-
rittura nella Seconda.
Altra figura di spicco del fronte prussiano fu lo stesso re di Prussia, poi
Imperatore di Germania, Guglielmo I. Il sovrano aveva posizioni militariste e
conservatrici che all’epoca lo resero poco popolare, tuttavia durante il suo
regno si impegnò a cercare un punto di equilibrio tra le prerogative monarchi-
che e le garanzie costituzionali. Dopo la vittoria a Sedan venne nominato
Imperatore del Secondo Reich nel 1871, nella Galleria degli specchi di Versailles
a Parigi, con i francesi che dovettero sopportare questo ulteriore smacco. Un
grande pregio di Guglielmo I fu quello di avere ben chiaro il suo ruolo e di esse-
re estremamente rispettoso di quello altrui, accortezza che invece mancò a
Napoleone III che voleva allo stesso tempo essere a capo del governo, dell’eser-
cito e della politica estera, vivendo sempre nell’ottica di emulazione dello zio.
Sfuggito a due attentati anarchici, Guglielmo I morì nel 1888 alla veneranda età
di novantuno anni.
Infine, ultimo esponente di prim’ordine tra le fila prussiane fu il cancellie-
re Otto von Bismarck. Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza iniziò
la sua carriera politica quasi per caso; inizialmente Guglielmo I lo allontanò
dagli incarichi politici a causa delle sue posizioni troppo reazionarie, ma venne
più tardi richiamato dallo stesso sovrano. Ossessionato dall’unificazione tede-
sca, Bismarck si avvalse del conflitto contro lo sprovveduto Napoleone III per
riunire i tedeschi sotto un’unica bandiera. Al termine della guerra venne nomi-
nato Principe e Cancelliere del secondo Reich. Lasciò l’incarico poco dopo la
morte di Guglielmo I poiché non più al centro dei progetti politici della corona
ed in aperto contrasto col nuovo Kaiser Guglielmo II, nipote del primo impe-
ratore germanico. Al cancelliere di Ferro rimane tuttavia il merito di aver indi-
viduato nella Francia e nell’Austria i principali ostacoli all’unificazione tedesca
e di aver fatto in modo che, prima l’una e poi l’altra, cadessero davanti alle armi
prussiane senza ricevere alcun aiuto dall’esterno.
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