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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Nell’attesa, il Generale Mac Mahon decise di spostare la propria Armata
verso Reims, località ritenuta idonea sia per muovere verso l’Armata del Reno sia
per un eventuale ripiegamento su Parigi, ma ad ogni modo aveva reso nota la sua
decisione di muovere a coprire la capitale nel caso in cui, da lì al 23 agosto, non
avesse ricevuto notizie dal Generale Bazaine. Il 21 agosto però, giunse
all’Armata di Chalons un telegramma di Bazaine, scritto il 19 agosto, giorno suc-
cessivo alla battaglia di Gravelotte; in esso il Generale Bazaine, non ancora accer-
chiato dalle forze nemiche, assicurava che entro pochi giorni avrebbe marciato
con la sua armata verso Chalons, indicando come direttrici di marcia Montmedy,
Sedan e Meziers. Alla lettura di tale messaggio, cui si aggiunsero mendaci comu-
nicazioni provenienti dalla capitale, Mac Mahon credette che Bazaine fosse già
in marcia e decise di muovere la propria Armata in direzione nord-est.
I prussiani intanto, impegnati prima a Mars la Tour, poi a Gravelotte e infi-
ne a Metz, dopo il riuscito accerchiamento dell’Armata del Reno avevano pro-
seguito la propria avanzata verso il cuore della Francia. Si dirigevano verso Parigi
duecentoquarantamila soldati e settecento cannoni, opportunamente preceduti
dalla cavalleria, in avanguardia con lo scopo di agganciare le forze nemiche.
Per comprendere come le due Armate che marciavano in direzioni oppo-
ste si sarebbero poi incontrate e scontrate a Sedan, occorre fare delle precisa-
zioni: per tutta la durata del conflitto Mac Mahon non ebbe contezza della reale
consistenza delle forze prussiane, pertanto dobbiamo ritenere che se non fosse
stato per questo, il Generale francese non avrebbe certamente deciso di sostare
e far riposare i propri i soldati a Sedan. Mac Mahon riteneva di poter disporre
di un totale di circa centotrentamila francesi e 423 cannoni e di avere dinanzi
appena settantamila prussiani.
Nell’ottica di descrivere la campagna imperiale sotto le migliori luci, incre-
mentando nell’opinione pubblica le più rosee speranze sull’esito, l’Imperatrice
e il nuovo Capo del Governo, Montauban conte di Palikao, non persero occa-
sione di propagandare quanto più possibile l’andamento del conflitto, falsando-
ne spesso i risultati e rilasciando alla stampa dell’epoca bollettini di guerra e
alcuni rapporti militari che, oggi, classificheremmo come “Segreti”, se non
“Segretissimi”. Ai prussiani bastò aprire uno dei quotidiani parigini dell’epoca,
il Le Temps per esempio, per avere la conferma delle informazioni, già in gran
parte fornite dal proprio servizio di spionaggio, sui movimenti dell’Armata di
Chalons. Ciò bastò perché il Generale Von Moltke cambiasse gli ordini prece-
dentemente emanati alla neo costituita IV Armata, l’Armata della Mosa, facen-
dola marciare verso nord, mentre il grosso della III Armata avrebbe deviato,
lungo la stessa direttrice di marcia, verso est, mantenendo il contatto con il fian-
co sinistro della IV.
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