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TRIBUNA DI STORIA MILITARE



                                        Gli eserciti e le armi
                                  (Tenente Alessandro Francesco Senatore)

                  Per poter comprendere meglio la conduzione tattica della battaglia di Sedan
             è opportuno soffermarsi su alcuni aspetti salienti degli eserciti e, nello specifico,
             le modalità del reclutamento, nonché le armi e gli equipaggiamenti utilizzati.

             L’ordinamento degli eserciti
                  Al  momento  della  dichiarazione  di  guerra,  attraverso  un  pianificato  ed
             efficiente sistema di trasporto ferroviario, la Prussia, con gli altri stati tedeschi
             alleati, fu in grado di mobilitare prima e concentrare poi, in solo diciotto giorni,
             1.183.000 soldati, di cui oltre quattrocentomila posizionati, ben equipaggiati, sul
             fronte francese. Grazie a un consolidato sistema di coscrizione obbligatoria, il
             ventunenne tedesco, idoneo alle visite mediche, prestava un servizio armato
             con ferma triennale, terminato il quale veniva collocato in una riserva per quat-
             tro anni e poi, per altri cinque, nella Landwehr, uno dei tre scaglioni costituenti
             il corpo dell’esercito prussiano con compiti di sostegno alla milizia attiva, impe-
             gnato in attività di addestramento annuale per la durata di un mese; alla fine di
             questo  ulteriore  periodo,  il  tedesco,  ormai  diventato  uomo  fatto  e  militare
             esperto, passava in una riserva territoriale, il Landsturm, scaglione di presidio
             territoriale, per la durata di tredici anni. Il reclutamento era su base regionale, il
             che favorì, pur nell’eterogeneità degli eserciti germanici, l’amalgama dei reparti
             e lo spirito di corpo tra individui aventi una provenienza comune. Risulta evi-
             dente come, nell’arco della propria esistenza, per ben venticinque anni il suddi-
             to tedesco medio prestasse servizio armato per la propria Patria.
                  Diversa la situazione in Francia, dove vigeva un sistema fondato sull’estra-
             zione a sorte annuale di una parte del contingente: ogni arruolabile estraeva un
             numero e, se questo era “cattivo”, cioè più basso del valore di un determinato
             coefficiente, la coscrizione veniva confermata. Ciò rendeva il sistema dell’arruo-
             lamento iniquo: infatti, per chi fosse stato sorteggiato, c’era la possibilità di
             cedere il proprio posto in cambio di un corrispettivo in denaro. Per tale motivo
             l’esercito francese finiva per essere composto da soldati per lo più analfabeti e
             di bassa estrazione sociale, che avevano scelto la vita militare più per necessità
             di una fonte di sostentamento che per intima convinzione. In Francia la ferma
             durava cinque anni, con una riserva di quattro. Quindi, a fronte dei venticinque
             anni trascorsi in armi da un suddito prussiano, un francese svolgeva solo nove
             anni di servizio alle armi. Nel 1868, a rinforzo degli effettivi, era stata poi pre-
             vista la formazione di una Guardia Nazionale Mobile che però verrà effettiva-
             mente impiegata solo a partire dal 1871, dunque sul finire del conflitto.


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